Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Comunicati i dati di tutte le fatture

Correzione dei termini di trasmissione delle comunicazioni obbligatorie Iva, rimodulazione dei profili sanzionatori, anticipazione di un anno della soppressione della comunicazione black-list: queste le principali novità apportate, in sede di conversione, all’articolo 4 del Dl 193/2016 con cui si punta a contrastare l’ evasione Iva attraverso un’anticipazione dei controlli rispetto al momento di presentazione della dichiarazione annuale.
Queste misure sono completate dalla riduzione di due anni dei termini di accertamento in caso di opzione per la trasmissione dei dati di tutte le fatture e, sussistendone i requisiti, anche dei corrispettivi: per beneficiare di quest’agevolazione continua ad essere obbligatorio, tuttavia, garantire la tracciabilità piena di tutti i pagamenti, effettuati e ricevuti, per un importo pari o superiore a 30 euro. Per sostenere l’adeguamento tecnologico necessario, il credito di imposta di 50 euro viene esteso anche a coloro che esercitano l’opzione per la trasmissione telematica dei dati di fatturazione.
Dal 1° gennaio 2017 l’elenco clienti e fornitori, cosiddetto spesometro, è abrogato e sostituito dall’obbligo di trasmissione delle comunicazioni trimestrali dei dati delle fatture, emesse e ricevute, e delle liquidazioni periodiche Iva.
Il nuovo articolo 21 del Dl 78/2010 impone infatti di trasmettere telematicamente all’agenzia delle Entrate una comunicazione contenente i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni. I dati, da trasmettere in forma analitica, comprendono almeno dati identificativi dei soggetti coinvolti, data e numero, base imponibile, aliquota applicata, imposta e tipologia di operazione. La seconda comunicazione trimestrale, da trasmettere con le stesse tempistiche di quella dei dati delle fatture, riguarda i dati delle liquidazioni periodiche Iva: vanno cioè comunicati i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni anche se a credito. La trasmissione periodica di entrambe le comunicazioni obbligatorie deve essere effettuata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, con l’eccezione dei dati e delle liquidazioni relative al secondo trimestre i quali vanno trasmessi entro il 16 settembre di ogni anno, invece che entro il termine il 31 agosto. Inoltre, solamente per il 2017 e unicamente per le comunicazioni dei dati delle fatture, la prima trasmissione dell’intero semestre gennaio-giugno andrà effettuata entro il 25 luglio 2017.
Le deroghe alla scadenza del 31 agosto di ogni anno previste per le comunicazioni obbligatorie dei dati e delle liquidazioni relative al secondo semestre determinano un disallineamento temporale rispetto all’analoga trasmissione opzionale dei dati delle fatture di cui al Dlgs 127/2016.
L’opzione, da esercitarsi entro il 31 dicembre 2016, garantisce di per sé l’esonero dall’obbligo di comunicazione trimestrale dei dati di fattura secondo quanto previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera a) del decreto 127/2015. Non esercitare l’opzione entro il prossimo 31 dicembre 2016 determina, invece, per i contribuenti la perdita dei benefici del rimborso prioritario Iva e della riduzione di due anni dei termini ordinari di accertamento.
In caso di incoerenza dei dati trasmessi, o di disallineamento tra i dati comunicati e i versamenti effettuati, il contribuente, informato degli esiti, potrà fornire i chiarimenti necessari oppure versare quanto dovuto ricorrendo al ravvedimento operoso. In sede di conversione del Dl 193 del 2016 sono state ridotte le correlate sanzioni originariamente previste. Per l’omessa o errata trasmissione dei dati delle fatture è introdotta una sanzione di 2 euro per ogni fattura, sino ad un massimo di 1.000 euro a trimestre.
La sanzione sarà ridotta alla metà, entro il limite di 500 euro, in caso di trasmissione ovvero di correzione dei dati effettuate entro i 15 giorni successivi all’originaria scadenza. Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni, la sanzione va da 500 euro a 2.000 euro, riducibili alla metà in caso di trasmissione o correzione effettuate entro i 15 giorni successivi.

Alessandro Mastromatteo
Benedetto Santacroce

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa