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Comuni, spinta del governo sulla «local tax»

Il governo avanza sulla “riunificazione” delle tasse sulla casa, e l’ennesimo rimaneggiamento dell’Imu dovrebbe concretizzarsi presto con un emendamento dello stesso esecutivo alla legge di Stabilità. Il piano, che prevede anche l’attribuzione ai Comuni del gettito Imu dei capannoni industriali che oggi va allo Stato, ed una contestuale riduzione, se non addirittura l’eliminazione, della compartecipazione all’Irpef dei Comuni, è stato discusso ieri a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il suo staff economico, e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan in un incontro per fare il punto sul cammino della Legge di bilancio, appena avviato alla Camera. 
La nuova imposta sugli immobili non è ancora stata definita, anche se ha già un nome, “local tax”, e dovrebbe servire quanto meno a semplificare gli adempimenti per i contribuenti. L’ipotesi più semplice è quella di riunificare Imu e Tasi, stabilendo nuove aliquote minime e massime per le varie tipologie di immobili, anche se così si tornerebbe di fatto all’Imu prima versione. Il governo sarebbe inoltre tentato di fare un po’ di ordine anche sulle detrazioni, che oggi sono affidate alla quasi totale discrezionalità dei sindaci, reintroducendo lo sconto “fisso” per i figli a carico. Con l’occasione della nuova riforma verrebbe attribuito ai Comuni tutto il gettito dell’Imu, anche quello degli immobili di categoria D, quelli industriali, che in cambio rinuncerebbero alla compartecipazione all’Irpef statale. L’operazione non è semplice, perché bisognerebbe garantire ai Comuni lo stesso gettito di oggi, ma le basi imponibili (capannoni industriali e redditi) hanno una distribuzione territoriale diversa, e per far quadrare i conti potrebbe servire un meccanismo perequativo.
I gruppi politici, intanto, stanno selezionando gli emendamenti da portare alla discussione in Commissione Bilancio, riducendone il numero da più di 2 mila a circa 500. Tra le proposte ci sono quelle per eliminare i tagli ai patronati, per modificare la tassazione dei fondi pensione e della rivalutazione del tfr e per introdurre l’aliquota Iva agevolata del 4% sui libri elettronici. Dal Pd è arrivata una proposta per agevolare il pagamento, con rate decennali, delle cartelle esattoriali senza dover dimostrare una situazione di temporanea difficoltà.

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