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Comuni, segnalazioni più dirette

di Gianni Trovati

Una geografia telematica delle «segnalazioni qualificate», con l'indicazione dei destinatari che cambiano a seconda del tipo di sospetta evasione messa nel mirino, messa nero su bianco dal provvedimento firmato ieri dal direttore dell'agenzia delle Entrate Attilio Befera; e un'apertura ufficiale, da parte dello stesso Befera, sulla «tracciabilità» delle segnalazioni, che permetta ai sindaci di conoscere il destino di ognuna delle indicazioni trasmesse alle Entrate, e sulla condivisione delle banche dati.
Sono le due novità in fatto di alleanze tra Fisco e Comuni nella lotta all'evasione, che proprio nel nuovo provvedimento direttoriale trova anche gli strumenti per allargarsi anche all'evasione contributiva a braccetto con l'Inps, emerse ieri dal convegno organizzato dall'Anci a Reggio Emilia per fare il punto sui risultati ottenuti finora dall'«anti-evasione concordata» fra Entrate e sindaci e tracciare il programma delle azioni in arrivo. Sul primo tema, i numeri cominciano a far emergere quelle potenzialità che finora erano rimaste allo stadio di promesse. I Comuni impegnati nella caccia all'evasione sono 1.200, le segnalazioni arrivate all'Agenzia hanno raggiunto quota 27mila e la maggior imposta accertata arriva a quota 50 milioni: tutti dati che raddoppiano abbondantemente il quadro tracciato a metà del 2011. Certo, l'Emilia Romagna, dove l'attività congiunta tra sindaci e Fisco ha già sostenuto un rodaggio più lungo, continua a primeggiare, e ad offrire i risultati più eclatanti: a Bologna, per esempio, le Fiamme Gialle sono arrivate a scoprire una famiglia che nelle dichiarazioni fiscali aveva tralasciato di indicare ben 160 unità immobiliari affittate in nero, dall'appartamento di lusso al piccolo garage. Risultato: 3,2 milioni di imposte erariali accertate, con un corollario importante in termini di Ici e Tia.
L'obiettivo, ora, è "annacquare" il primato emiliano allargando i risultati ad altri territori: «L'obiettivo – ha spiegato Befera – è quello di riportare il Paese a una condizione di normalità, abbassando il livello patologico di evasione che si registra oggi; nel lavoro con i Comuni, ora, si tratta di passare dalla fase artigianale a quella industriale, per arrivare a un sistema integrato della fiscalità». Un obiettivo condiviso dal presidente dell'Anci Graziano Delrio, che lo declina in chiave politica sottolineando «il ruolo dei Comuni come presidio di legalità» e quello dell'anti-evasione come «strumento di competitività attraverso la riduzione delle disuguaglianze».
Sul piano del metodo, ieri, il direttore delle Entrate ha aperto la strada su due richieste operative degli amministratori locali: la «tracciabilità» delle segnalazioni, per conoscere il destino anche delle indicazioni che non vanno a buon fine ed evitare così di ripetere gli stessi errori nelle segnalazioni successive, e la condivisione delle banche dati, già regolata da norme non completamente attuali. Sul tema, Befera si è detto «favorevolissimo», dopo aver valutato con il Garante i riflessi sulla privacy e stando attenti a evitare che la moltiplicazione degli attori produca un aumento degli adempimenti. «L'altra arma – ha sottolineato il direttore dell'Agenzia – è la semplificazione; il decreto appena approvato dal Governo ha messo il primo tassello, ed è sperabile che il Parlamento ne aggiunga altri».
Messa a punto l'infrastruttura, gli amministratori locali mettono sul piatto anche alcune «azioni migliorative» considerate indispensabili: «L'incentivo al 100% del maggior riscosso – ha sottolineato Angelo Rughetti, segretario generale dell'Anci – va reso strutturale (oggi è previsto per il 2012-14, ndr) e liberato dai vincoli del Patto insieme alle assunzioni necessarie per ricostruire le competenze fiscali nei Comuni. Queste risorse, poi, devono poter essere utilizzate nei bilanci». Ma su questo versante è il Parlamento l'interlocutore indispensabile.

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