Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Comuni alle urne l’11 giugno. Ecco le sfide

Si voterà ben dopo le primarie del Partito democratico, che si tengono il 30 aprile, in una data quasi estiva: l’11 giugno al primo turno e il 25 dello stesso mese, in caso di ballottaggio. Tra le primarie e le Amministrative, nella prima settimana di maggio, arriverà in Aula, come ha deciso ieri la conferenza dei capigruppo, la legge elettorale.

Le elezioni amministrative riguarderanno 9,2 milioni di italiani, residenti in 1.021 Comuni. L’attenzione sarà concentrata soprattutto su alcune grandi città: i quattro capoluoghi di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e l’Aquila) e una manciata di città capoluogo di provincia, da Parma a La Spezia, da Piacenza a Verona.

Né a Palermo né a Genova il Pd presenta un proprio candidato. Nel capoluogo siciliano appoggia il sindaco Leoluca Orlando, che ha voluto una coalizione senza simboli di partito. Il Pd si presenta con un listone che si chiama «Democratici e popolari». Scelta che ha provocato la dura reazione di Andrea Orlando, candidato alle primarie nazionali dei dem: «Credo che la questione di Palermo sia il segno che un partito prostrato non può aspirare a nessun protagonismo». Anche un gruppo di senatori contesta la scelta e «l’alleanza trasversale con forze estranee al centrosinistra», ovvero con il gruppo di Angelino Alfano.

Vista la situazione, Alessandro Di Battista dei 5 Stelle prova ad affondare il colpo, su Facebook: «Questo è il simbolo con il quale il Pd, con Alfano, si presenterà a Palermo alle prossime elezioni. Cambiano i simboli, scendono a compromessi con la coscienza, con “portatori di voti” e faranno sempre di più». Ma l’attacco nasconde anche le difficoltà dei 5 Stelle: a Palermo dovranno scontare lo scandalo delle firme false, che ha coinvolto pure parlamentari nazionali. Più forte sembra il centrodestra che, dopo qualche polemica da parte di Forza Italia, ha deciso di convergere su Fabrizio Ferrandelli.

È probabile che al ballottaggio andranno centrosinistra e centrodestra anche a Genova. Un sondaggio di qualche giorno fa dava Gianni Crivello, che si autodefinisce «sindaco operaio», al 36 per cento, Marco Bucci (centrodestra) al 29, e i 5 Stelle al 25. Ma il Movimento, anche in questo caso, deve scontare l’estromissione della vincente alle primarie, Marika Cassimatis, in favore del filo-Grillo Luca Pirondini. I 5 Stelle sembrano molto competitivi soprattutto a Carrara e a Taranto, mentre c’è curiosità per Parma, dove il sindaco Federico Pizzarotti sfida il Movimento, che lo ha escluso.

Intanto si consuma l’ennesimo scontro sulla legge elettorale. Andrea Orlando risponde al renziano Roberto Giachetti: «Non ho mai detto che non voterò il Mattarellum: ho messo in guardia il mio partito rispetto al fatto che proporre questo sistema elettorale e non essere sicuri del risultato equivale ad andare al voto con questa legge». E se Ettore Rosato ribadisce la preferenza per il Mattarellum, il leghista Matteo Salvini si esprime con chiarezza: «Se portano la legge elettorale in Aula noi la votiamo domani mattina per andare a elezioni il prima possibile. Però sono mesi che stanno perdendo tempo con le scissioni e le leggi elettorali».

Alessandro Trocino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Generali, atto secondo. Francesco Gaetano Caltagirone, socio della compagnia al 5,6%, non molla sul ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tre mesi per le riforme. Cruciali, delicatissimi, fondamentali. Un calendario denso che nelle intenz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bastano uno smartphone o una chiavetta usb per registrare conversazioni dal vivo o telefoniche e rac...

Oggi sulla stampa