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Compro casa sul web ecco kaaja.com

Il mattone online è un ossimoro. Ma comprare casa all’asta su internet — beninteso, al di fuori del circuito delle aste giudiziarie e fallimentari — ora è una possibilità che, in base ai primi carotaggi sul mercato, piace. La parola chiave è: velocità. Nasce così Kaaja, primo sito italiano per aste immobiliari online tra privati che sembra scommettere sul momento particolarmente effervescente del mercato puntando su immobili di qualità e, in fase di avvio, le piazze più «forti», Milano e Roma, con l’ambizione di arrivare a coprire città e province medio-grandi. La prima tappa sarà probabilmente Torino.

Questa versione 4.0 dell’intermediazione immobiliare classica propone un claim a base di «convenienza, velocità, sicurezza e trasparenza» e fa riferimento al «filone proptech», ossia a quel settore in auge da meno di dieci anni che lega property e tech, propone soluzioni digitali per il real estate legate non soltanto ad affitti e vendite, ma anche ad analisi di dati e big data di settore, software di gestione per l’attività vera e propria sui patrimoni e l’utilizzo di tecnologie come la realtà virtuale per conquistare pubblico e clienti. Un po’ come è accaduto per il fintech nel credito, l’obiettivo è ridurre i costi e rendere più fluido e trasparente il mercato di riferimento.

Kaaja, che dichiara per i primi mesi la gestione di più di venti aste online tra privati coinvolgendo oltre centomila clienti e 600 visite «fisiche» degli immobili, propone un meccanismo d’asta classico con due prezzi, «di offerta» e «di riserva». La provvigione, del 3%, è in linea con le commissioni di mercato e il tutto è condito con avvertenze al pubblico per rendere l’offerta friendly e trasparente: essenziale, ad esempio, a detta dei migliori esperti del settore, quella sulla necessità, prima di avventurarsi in un’asta telematica, di avere in tasca una pre-delibera di mutuo fondiario da parte della banca o dell’ente finanziatore per evitare di vanificare un compromesso con i tempi lunghi del credito.

La piattaforma è stata inventata nell’ottobre scorso da due startupper e imprenditori digitali, Dario Cardile e Paolo Castelletti, che importano l’esperienza americana di Hubzu (del gruppo Altisource, quotato al Nasdaq). Meno di un anno è stato sufficiente per un test sul mercato — avviato con l’iniziale ragione sociale, HomesToPeople — e per trovare nuovi compagni di strada.

Nell’azionariato, a seguito di una prima fase di ricerca di capitali, un seed round da 1,5 milioni, entrano Sensible Capital, la boutique finanziaria di Silvia Rovere, presidente di Confindustria Assoimmobiliare, già ceo di Morgan Stanley sgr e il Club degli investitori. A quest’ultimo, un network di business angel e venture capitalist, presieduto da Giancarlo Rocchietti e gestito da Andrea Rota, managing director di fresca nomina, hanno aderito oltre 230 imprenditori. Impossibile dunque un profilo completo, ma si va da Gregorio Acutis, della famiglia proprietaria di Vittoria Assicurazioni a Lucio Zanon di Valgiurata (Fenera e Credem), passando per Marco Boglione (BasicNet), Valter Brasso (Teoresi), Carlo Callieri, il presidente di Stellantis, John Elkann, Massimiliano Marsiaj (Sabelt) e molti altri Names della comunità torinese e, da ultimo, genovese. Nuovi soci e nuovo consiglio d’amministrazione: con Rovere presidente, Cardile ceo, Castelletti chief marketing officer e poi le fondatrici di Augmented Finance, Paola Bruno e di Teen Talent, Maria Teresa Rangheri.

«È un progetto molto solido, che ha gambe per camminare anche in Europa — spiega Rovere —. Offriremo al mercato un modello ibrido, con i vantaggi della Rete e un “servizio” che garantisce di chiudere una vendita in due mesi e offrendo nella fase conclusiva ai clienti un’assistenza di professionisti specializzati». Dal lato della «provvista», le connessioni con il settore professionale ci sono, ma Kaaja.com non punterà a disintermediare le tradizionali agenzie, anzi intende valorizzarne il servizio con nuovi strumenti digitali e formazione. «Presto partirà una campagna rivolta proprio alle reti e ai singoli agenti per sviluppare una collaborazione».

Con il Politecnico di Milano e Italian PropTech Network, Kaaja ha realizzato una ricerca dalla quale emerge la domanda di chiarezza e trasparenza. Per oltre il 70% dei potenziali acquirenti, le difficoltà maggiori risiedono nel reperimento della documentazione e nel conoscere il reale valore di mercato.

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