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Compravendite in recupero nei grandi centri

Torna il segno più nelle compravendite immobiliari: l’Istat registra un aumento dell’1,3 per cento nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2013, che per le abitazioni sale all’1,5 per cento, dopo due anni di variazioni negative. Il dato emerge dalle rilevazioni effettuate sui contratti stipulati dai notai, e riflette esclusivamente la ripresa nelle grandi città del Centro (più 8,1 per cento) e del Nord-Est (più 3,6 per cento), mentre al Sud, nelle Isole e nel Nord Ovest si registrano ancora valori negativi, rispettivamente meno 2,9 per cento, meno 2,7 e meno 0,7 per cento. Per quanto riguarda le Regioni, c’è invece un forte primato in termini di numeri assoluti della Lombardia, che campeggia con 27.594 compravendite, seguita a molta distanza dalle 16.165 del Lazio. Con le vendite si riprendono anche i mutui: infatti gli atti notarili destinati a finanziamenti garantiti da ipoteche sono aumentati nel primo trimestre di quest’anno del 5 per cento su base annua, un dato decisamente positivo rispetto al meno 6,3 per cento registrato nel primo trimestre del 2013.
I dati dell’Istat sono in controtendenza rispetto a previsioni piuttosto negative degli analisti, però lo stesso Istituto di Statistica suggerisce una spiegazione che non è esattamente quella di una ripresa del mercato. «La crescita registrata sul fronte dello scambio immobiliare — osserva l’Istat — è in parte attribuibile agli effetti che ha avuto la riforma della tassazione dei trasferimenti immobiliari a titolo oneroso, che ha comportato di regola, a decorrere dal 1° gennaio 2014, un alleggerimento della tassazione». Di conseguenza, «molti acquirenti, per beneficiare di una disciplina più vantaggiosa, hanno così rinviato l’atto di trasferimento della proprietà immobiliare al 2014, con il duplice effetto di contrarre l’andamento delle transazioni nel corso dell’ultimo trimestre del 2013 e accentuare la crescita registrata nella prima parte del 2014».
Nei piccoli centri il mercato stenta in ogni caso a ripartire, e infatti gli archivi notarili registrano ancora un arretramento delle compravendite nel primo trimestre di quest’anno (meno 0,3 per cento). L’aumento è concentrato esclusivamente nelle città metropolitane, dove si registra un aumento del 3,4 per cento, 3,7 per cento se si considerano solo le abitazioni, e 4,3 per cento se si considerano solo le proprietà ad uso economico. Stessa notevole differenza si riscontra per i mutui: le stipulazioni nelle grandi città sono cresciute del 7,4 per cento, ma nei centri minori un rialzo c’è stato, anche se inferiore (più 3,3 per cento). A differenza delle compravendite, i contratti che prevedono finanziamenti garantiti da ipoteche sono in aumento in tutta Italia, ma con percentuali molto diverse: si va infatti dal più 11,6 per cento del Centro e dal più 5,1 per cento del Nord-Est ai ben più modesti più 2,1 per cento delle Isole e più 1,8 per cento del Nord-Ovest.
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