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Comprare in Rete con i soldi della Rete

Sono stati gli «smanettoni» i primi a puntarci, da Kim DotCom che li ha introdotti per pagare i servizi della piattaforma Mega agli hacker di The Pirate Bay che li usano per raccogliere fondi. Ora Bitcoin, la moneta virtuale (ma con vero potere d’acquisto) che esiste solo in Rete, con il tempo sta convincendo anche realtà più grandi: come Baidu, il motore di ricerca più usato in Cina, o SecondMarket, la piazza finanziaria che ha lanciato il primo fondo d’investimento dedicato.
Ma la vera svolta può venire da eBay. Il sito di aste online più famoso al mondo, che nel 2015 compirà 20 anni, si prepara al giro di boa puntando sulle valute virtuali: «Diventeranno molto potenti», ha spiegato l’amministratore delegato di eBay John Donahoe in un’intervista al Financial Times. E ha sottolineato che l’azienda sta osservando con interesse proprio Bitcoin.
Come funziona
Nata nel 2009, Bitcoin è una moneta crittografata che esiste soltanto in Rete. Si acquista con valuta tradizionale, ma sia l’emissione sia la gestione delle transazioni avviene collettivamente online, appoggiandosi alla tecnologia peer-to-peer per lo scambio di file. Bitcoin è basata su un software open-source: non opera con le banche, né è controllata dalle autorità centrali, i movimenti della valuta non sono rintracciabili. È salita alla ribalta nella primavera scorsa quando, in concomitanza con la crisi bancaria di Cipro, il suo valore è cresciuto, poi sceso, poi di nuovo salito e infine crollato ancora nel giro di pochi giorni.
Speculazioni e confisca
Montagne russe che hanno portato il Bitcoin a raggiungere il picco massimo di 266 dollari: un’enormità, se si considera che solo tre anni prima, nel 2010, valeva 0,05 dollari. Dopo tonfi e impennate, si è attestato sui 100 dollari. Ma intanto si è diffuso il timore di una nuova bolla.
A qualche mese di distanza, passata la paura, lo scetticismo ha lasciato il posto alla curiosità: da Reddit a WordPress, diversi siti Internet si sono aperti ai Bitcoin (che ora valgono circa 200 dollari). Anche se, vista la difficile tracciabilità del sistema, queste monete sono utilizzati anche per affari poco puliti. Come succedeva sulla piattaforma per la vendita di merci illegali Silk Road, chiusa a ottobre con l’arresto del fondatore e la confisca di Bitcoin per un valore pari a più di tre milioni e mezzo di dollari, usati per gli acquisti su quello che era definito «l’Amazon della droga».
Il progetto PayPal
In eBay, però, sono sicuri: in futuro i Bitcoin passeranno da prodotto di nicchia a moneta sempre più utilizzata per i pagamenti in Rete. Donahoe lo aveva già sottolineato ad aprile, in un’intervista al Wall Street Journal: «Le valute virtuali sono qui per restare e i Bitcoin sono una nuova tecnologia che rompe gli schemi». Perciò potrebbero presto essere inclusi tra i metodi di pagamento nel portafoglio di PayPal, il sistema per fare acquisti online lanciato nel 1998 e acquisito da eBay nel 2002.
Proprio su PayPal si stanno concentrando ora gli sforzi di Donahoe e dei suoi: si va dallo sviluppo del mobile all’espansione del portafoglio, che un domani non troppo lontano dovrebbe comprendere circa 50 diverse carte fedeltà. Se per l’arrivo dei Bitcoin ci sarà ancora da attendere, una volta imboccata la strada eBay non intende tornare indietro, anzi, vuole aprire anche ad altre monete del web: «La stessa tecnologia permetterà di accettare anche altre valute digitali», ha infatti sottolineato l’amministratore delegato.
I principali rivali dei Bitcoin sono Litecoin e Ripple (che hanno una velocità di transazione maggiore), e il più piccolo MintChip. Per il momento sono ancora poco utilizzati, ma chissà: se le monete del web dovessero prendere piede, potrebbero diventare alternative interessanti e Donahoe non intende lasciarsele sfuggire. Ma il capo di eBay pensa anche a un altro tipo di valute virtuali, non necessariamente monetarie: le miglia aeree, per esempio, da convertire in denaro da usare per i pagamenti. L’obiettivo, in fondo è sempre lo stesso: fare in modo che per gli internauti sia sempre più facile e comodo pagare gli acquisti online, in modo da aggiudicarsi la fedeltà dei potenziali clienti che potrebbero migrare verso colossi come Google ed Apple.
La piattaforma eBay, forte dei suoi 124 milioni di utenti attivi, sta ripensando il suo posizionamento in Rete: non solo apre alle valute digitali, ma vuole anche andare oltre l’ecommerce «tradizionale». Che, secondo Donahoe, ormai non basta più: alla «natura utilitaristica dello shopping online deve unirsi anche l’esperienza sociale» di un pomeriggio al centro commerciale.

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