Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Compliance», interpelli sprint

Diventa pienamente operativo l’interpello sprint per la cooperative compliance. È pronto il decreto del Mef per le risposte in 45 giorni per i soggetti che aderiranno al nuovoregime previsto dal decreto sulla certezza del diritto (Dlgs 128/2015). Per ora, i requisiti soggettivi non lasciano margini a una platea ampia (sono ammesse le imprese con volume d’affari o ricavi non inferiore a dieci miliardi di euro, i soggetti i con un volume d’affari o ricavi non inferiore a un miliardo di euro, a patto che abbiano partecipato al progetto pilota, le imprese che si adegueranno alle risposte di interpello sui nuovi investimenti): la stima è di 50-60 società con i requisiti per l’accesso al sistema, ma ovviamente non tutte sceglieranno di aderire. È quanto emerso ieri nella prima delle due giornate sul tema svoltasi all’agenzia delle Entrate.
La cooperative si inserisce nel nuovo corso del «cambia verso» con interventi tagliati su misura a seconda della dimensione dei contribuenti. «Ci sono alcuni elementi da correggere, modificare per far sì che l’impresa partecipi. Abbiamo la necessità di definire al meglio la cooperative in modo che diventi uno degli elementi caratterizzanti del nuovo fisco», ha ammesso il viceministro all’Economia, Luigi Casero. «La platea iniziale dovrebbe essere intorno ai teorici 50-60 soggetti – ha messo in evidenza la direttrice delle Entrate, Rossella Orlandi -. Non mi aspetto che entrino tutti insieme. Più riusciremo a rodare bene questo strumento, più potrà essere ampliato ad altri soggetti».
Intanto la cooperative compliance entrerà nella convenzione Mef-Agenzia in via di definizione. Ad anticiparlo è stata la direttrice generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, indicando come affianco alla lotta all’evasione e ai servizi ai contribuenti è stata introdotta una nuova area strategica relativa alla prevenzione dell’evasione. In questo contesto sarà valorizzato un indicatore relativo alla cooperative compliance. Di fatto, questo dovrebbe aprire la strada a un minor peso specifico dell’area strategica più strettamente legata ai controlli per ribilanciare gli obiettivi dei prossimi anni ma chiaramente si tratterà di riscontrarlo quando le convenzioni saranno approvate. Dal consigliere economico del Mef e neo Ad di Sose, Vieri Ceriani, è arrivata la considerazione che gli organismi internazionali tracciano la rotta di fissare pochi indicatori di risultato e in base a questi misurare l’attuazione.
Proprio in relazione alle esperienze mappate nel panorama internazionale, Thomas Brandt, a capo della Tax administration unit dell’Ocse, ha messo in evidenza come il tax control framework interno alle imprese per la gestione del rischio fiscale per funzionare non può sfuggire al controllo del conisglio di amministrazione. Adriano Di?Pietro, ordinario di diritto tributario a Bologna, ha sollevato le incognite ancora legate ai rischi penali: «La cooperative compliance passa attraverso la più ampia valutazione del rischio. Ma questo per il giudice penale è un pericolo non una garanzia perché più sono i soggetti coinvolti, più si allarga l’area del concorso».
Di «impianto migliorabile» ha parlato Francesca Mariotti, direttore area politiche fiscali di Confindustria, che ha evidenziato le potenzialità della cooperative ma segnalato anche i punti su cui intervenire: dal tema dei gruppi d’impresa a quello delle sanzioni, senza dimenticare i possibili effetti in caso di uscita dall’adempimento collaborativo. Laura Zaccaria, responsabile della direzione Norme e tributi dell’Abi, ha delineato il percorso che ha portato già da qualche anno Bankitalia a chiedere agli istituti di credito di considerare già il controllo del rischio fiscale. Mentre Ivan Vacca, responsabile area imposizione diretta e indiretta di Assonime, ha auspicato che la cooperative nel suo cammino possa trovare strumenti più duttili con la previsione di standard minimi da assicurare.

Giovanni Parente

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Parla il managing partner dello Studio Chiomenti: "Il numero di operazioni è in forte aumento già...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rischio paralisi. Perché quel che accade a Berlino si riflette direttamente a Bruxelles. Il probab...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I sindacati ripartono dalla lettera del primo settembre. Quella inviata al premier Draghi in cui i ...

Oggi sulla stampa