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Compliance antitrust, sanzioni tagliate fino al 15%

Dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato le linee guida sulla compliance antitrust. Obiettivo: fornire alle imprese un orientamento circa: I) la definizione del contenuto del programma di compliance; II) la richiesta di valutazione del programma ai fini del riconoscimento dell’eventuale attenuante; e III) i criteri che l’Autorità intende adottare nella valutazione ai fini del riconoscimento dell’attenuante. In particolare, le linee guida diffuse ieri definiscono, in linea con le best practice internazionali, le componenti tipiche di un programma di compliance antitrust, tra cui, spiega una nota, il riconoscimento del valore della concorrenza come parte integrante della cultura aziendale, l’identificazione e valutazione del rischio antitrust specifico dell’impresa, la definizione di processi gestionali idonei a ridurre tale rischio, la previsione di un sistema di incentivi e lo svolgimento di attività di formazione e di auditing. L’impresa coinvolta in un procedimento istruttorio che intenda beneficiare dell’attenuante dovrà presentare agli uffici dell’Autorità apposita richiesta, accompagnata da una relazione illustrativa, che spieghi le ragioni per cui il programma possa ritenersi adeguato e le iniziative concrete poste in essere per l’effettiva ed efficace applicazione/implementazione del programma. Quanto ai possibili benefici sanzionatori, per i programmi di compliance adottati prima dell’avvio dell’istruttoria è prevista la possibilità di una riduzione fino al: 15%, nel caso di programmi adeguati che abbiano funzionato efficacemente permettendo la tempestiva scoperta e interruzione dell’illecito prima dell’avvio. Nel caso sia applicabile l’istituto della clemenza, tale attenuante può essere riconosciuta solo qualora sia presentata istanza di leniency; 10%, in caso di programmi non manifestamente inadeguati, a condizione che l’impresa integri adeguatamente il programma e inizi a darvi attuazione dopo l’avvio del procedimento (ed entro sei mesi dall’apertura dell’istruttoria); 5%, in caso di programmi manifestamente inadeguati, ove l’impresa presenti modifiche sostanziali al programma dopo l’avvio del procedimento (ed entro sei mesi dall’apertura dell’istruttoria). Per i programmi adottati ex novo dopo l’avvio dell’istruttoria, è prevista la possibilità di beneficiare di una riduzione fino al 5% della sanzione. Secondo l’avvocato Riccardo Sciaudone dello Studio Delfino Willkie Farr Gallagher. «Con queste nuove linee guida l’Agcm fornisce alle imprese di tutti i settori merceologici regole certe, in linea con la consolidata prassi Ue e internazionale, ed indicazioni più chiare per predisporre ed implementare Programmi di compliance antitrust (Pca) robusti ed efficaci. Nello specifico, tra le novità di particolare rilievo si segnalano sono la possibilità per le imprese che decideranno di adottare un Pca – anche se non sono coinvolte in un procedimento antitrust – di poter beneficiare di uno sconto di sanzione fino al 15% nel caso in cui l’Agcm avvii un’istruttoria antitrust in un successivo momento e la possibilità per le imprese che adottano un Pca strutturato dopo che siano state coinvolte in un procedimento antitrust di poter beneficare di uno sconto di sanzione pari al 5%».

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