Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Compliance da 1,5 mld di euro. Incasso atteso dall’invio delle comunicazioni preventive

L’Agenzia delle entrate punta tutto sulla compliance fissando il target per 2019 ad 1,5 miliardi di euro di extra gettito derivante proprio dal ravvedimento indotto dalle comunicazioni «cambia verso».L’obiettivo fissato è notevole ma alla portata dell’Agenzia delle entrate (AdE) che si propone di inviare nel triennio 2019-2021 un minimo di 1.780.000 comunicazioni per anno con un incasso oscillante tra l’1,5 e l’1,4 miliardi di euro, raggiungendo quasi i 5 miliardi in tre anni. Che il target prefissato sia alla portata dell’AdE lo dimostrano i risultati dalla compliance 2018 con oltre 2.2 milioni di lettere inviare ai contribuenti ed un «extra-gettito» in linea con il previsionale 2019-2021 di 1.478 miliardi di euro.

A farla da padrona in termini di incasso vi sono le «cambia verso» relative all’imposta sul valore aggiunto. In questo caso le comunicazioni sono collegate all’invio delle Lipe, le liquidazioni periodiche Iva, che hanno enormemente velocizzato la capacità accertativa delle Entrate che riesce a collegare debito e mancato versamento dei contribuenti in pochissimi mesi senza dover attendere, come avveniva in passato, la più lunga tempistica di invio della dichiarazione Iva. Grazie al binomio Lipe e lettere «cambia verso» nel 2018 infatti sono state inviate 1.086.173 comunicazioni relativi a omessi o carenti versamenti Iva (mensile/trimestrale) per i periodi d’imposta 2017 e 2018 e sono stati «indotti» 193.340 ravvedimenti con un introito di 1.170 milioni di euro. Analizzando il rapporto comunicazione inviata-incasso, poco più del 17% delle comunicazioni ha portato ad un ravvedimento ed ogni regolarizzazione spontanea/indotta ha introitato nelle casse dell’erario quasi 6 mila euro. Oltre alla compliance e le correlate lettere «cambia verso» (ai sensi art. 1, commi 634 e ss., legge n. 190/2014), l’agenzia delle entrate ha fissato anche gli obiettivi per le attività di contrasto all’evasione e nel triennio 2019-2021 l’asticella è fissata in media sui 14 miliardi di euro (con un picco di 14,3 mld nel 2020), importo a in linea con quanto incassato nelle scorse annualità senza considerare l’effetto doping generato dagli introiti dei condoni. In aumento anche le aspettative di gettito mediano della maggiore imposta definita per adesione e acquiescenza relativa agli accertamenti eseguiti nei confronti delle imprese di grandi dimensioni e delle imprese di medie dimensioni che passerà dai 18 mila euro del 2019 ai 22 mila euro l’anno per il biennio 2020-2021.

Resta invariata per il triennio il tasso di copertura, fissato al 20%, per i controlli indirizzati verso la platea di soggetti titolari di partita Iva mentre l’AdE punta ad un aumento crescente degli accertamenti nei confronti di imprese di piccole dimensioni e professionisti che passerà dai 120 mila atti del 2019, ai 130 mila del 2020 fino ai 140 mila del 2021. Oltre al numero di accertamenti «in autonomia» in incremento anche le iniziative congiunte tra l’AdE e la Guardia di finanza per potenziare le attività di analisi al fine contrastare la sottrazione all’imposizione delle basi imponibili, mappare territorialmente i fenomeni evasivi e predisporre i rispettivi piani di intervento in modalità integrata.

Per queste attività congiunte si stimano nel 2019 circa 80 mila soggetti sottoposti a controlli per poi passare a 90 mila controlli sia nel 2020 sia nel 2021.

Giuliano Mandolesi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La segnalazione di Bankitalia su un’ipotesi di falso in bilancio rende legittimo il sequestro del ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Illimity Bank e un’affiliata di Cerberus capital management hanno perfezionato un’operazione di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È ancora presto per dire che quello della raccolta di denaro fresco per le banche italiane non rapp...

Oggi sulla stampa