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Compilazione puntuale per il set degli sconti Irap

Nuovi codici per le variazioni al valore della produzione
Diverse novità attendono le imprese e i professionisti che, dopo aver effettuato i versamenti di saldi e acconti, si apprestano a perfezionare la compilazione della dichiarazione Irap 2016. La legge di Stabilità 2015 (190/2014) e, parzialmente, anche quella del 2016 (legge 208/2015) sono infatti intervenute sulla modulistica, che presenta numerose modifiche rispetto all’anno scorso anno.
Il frontespizio
Come già nel modello Unico, anche nel frontespizio di quello Irap – in corrispondenza della casella «dichiarazione integrativa» (non a favore) – al posto della barratura richiesta nel 2015 i contribuenti devono indicare quest’anno un codice, per far conoscere all’Agenzia se l’intervento correttivo è dovuto o meno a una comunicazione ricevuta.
Il codice «1» rappresenta una correzione “spontanea”. Mentre il codice «2» va utilizzato quando il contribuente intende rettificare la dichiarazione già presentata, in base alle comunicazioni inviate dalle Entrate tramite raccomandata, cassetto fiscale, o intermediario abilitato (ex articolo 1, commi 634 – 636 della legge 190/2014).
La “canalizzazione” all’intermediario abilitato si ottiene con la duplice e coerente barratura delle caselle dedicate alle «altre comunicazioni» (diverse dai preavvisi di irregolarità), che si trovano in corrispondenza della firma del contribuente e dell’impegno alla trasmissione assunto dall’intermediario.
Valore della produzione
All’interno dei quadri riservati alla determinazione del valore della produzione (IQ, IP, IC e IE, a seconda della natura soggettiva del contribuente), i righi dedicati alle «altre variazioni in aumento» e alle corrispondenti «variazioni in diminuzione» non sono più anonimi (con sommatoria di tutte le voci residuali rispetto ai righi specifici). Richiedono infatti l’indicazione di un codice, diverso per ciascuna tipologia di variazione, da indicare nello spazio di fianco a quello che accoglie l’importo.
Risulta in tal modo agevolata la lettura e la comprensione delle variazioni generalmente meno rilevanti, cioè quelle più “tipiche” (perdite su crediti, compensi agli amministratori, interessi compresi nei canoni leasing, eccetera) già espressamente richieste in righi autonomi. La novità avvicina la struttura del modello a quella del quadro RF di Unico.
Contratti indeterminati
La novità di maggior impatto (non solo sui modelli ma anche sui bilanci delle imprese) è certo rappresentata dalla possibilità di dedurre integralmente il costo del lavoro per i dipendenti occupati a tempo indeterminato.
Al di là dei tecnicismi sulla sua determinazione (si veda l’articolo a lato), la collocazione del rigo – come, ad esempio, si osserva nei righi IS7 e IC69 per le società di capitali – conferma la natura “residuale” di questa deduzione, da determinarsi “per differenza” (o “a tappo”) tra il costo complessivo del personale dipendente a tempo indeterminato e quanto già si ha diritto di dedurre sulla base delle agevolazioni previgenti. Quest’insolito meccanismo costringe a una serie di calcoli inutili per chi redige la dichiarazione. E trova giustificazione solo come sistema di monitoraggio, da parte dell’Erario, del costo complessivo del beneficio appena introdotto: costo che si può ottenere isolandone gli effetti rispetto alle deduzioni previgenti (Inail, cuneo fiscale, apprendisti, eccetera).
Nel determinare l’imposta 2015, invece, non si potrà tener conto delle altre riduzioni disposte dalla legge 208/2015, che sono applicabili dal periodo d’imposta 2016. Vale a dire:
l’esclusione dal novero dei soggetti passivi di coloro che esercitano l’attività agricola ex articolo 32 del Tuir, nonché delle cooperative e dei consorzi ex articolo 10 del Dpr 601/1973;
l’introduzione di una nuova deduzione per i lavoratori stagionali, pari al 70% della differenza residua di costo imponibile, per ogni lavoratore impiegato al raggiungimento delle condizioni stabilite dal legislatore;
un ulteriore incremento della deduzione forfettaria per i soggetti Irpef con valore della produzione modesto (articolo 1, comma 123, legge di Stabilità 2016).
Tali agevolazioni possono tuttavia essere usate per ridurre gli acconti d’imposta 2016.
Nessun dipendente
Il nuovo rigo IS89 è destinato ad accogliere il credito d’imposta del 10% concesso dall’articolo 1, comma 21, della legge 190/2014 ai soggetti (professionisti compresi) che non si sono avvalsi nel 2015 di lavoratori dipendenti (neppure per un giorno).

Giorgio Gavelli

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