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Compensazioni subito

Via libera alla compensazione tra crediti commerciali vantati verso la p.a. e cartelle esattoriali notificate entro il 31 dicembre 2015. Le regole restano quelle già vigenti per lo scorso anno: professionisti e imprese dovranno prima ottenere la certificazione del credito, accreditandosi presso l’apposita piattaforma informatica gestita dalla Ragioneria generale dello stato. Una volta acquisita l’attestazione, il contribuente potrà rivolgersi a Equitalia e chiedere l’utilizzo del credito per compensare in tutto o in parte i debiti iscritti a ruolo (purché questi siano inferiori o pari al credito vantato). È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 di ieri il decreto del Mineconomia di concerto con lo Sviluppo economico del 27 giugno 2016, che dà attuazione alla legge n. 208/2015 (la legge di Stabilità 2016) la quale ha esteso al 2016 la facoltà di compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della p.a. per forniture, appalti e consulenze professionali. Il provvedimento è una sorta di fotocopia del decreto emanato lo scorso anno (si veda ItaliaOggi dell’1 agosto 2015) e l’anno prima (dm 24 settembre 2014). Rientrano nella portata applicativa del meccanismo, che è immediatamente operativo, non solo i debiti erariali, ma anche tributi regionali e locali, contributi assistenziali e previdenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali. In applicazione dell’articolo 28-quater del dpr n. 602/1973, il contribuente dovrà presentare a Equitalia la certificazione e l’istanza di compensazione. L’agente della riscossione, una volta verificata la conformità della certificazione, procederà quindi alla compensazione vera e propria con conseguente rilascio dell’attestazione di pagamento. Qualora il pagamento riguardi solo una parte dei debiti iscritti a ruolo, il contribuente dovrà indicare quale partita debitoria intende estinguere. Si ricorda peraltro che i crediti commerciali maturati nei confronti delle p.a., purché certificati, possono essere utilizzati in compensazione anche per versare le somme dovute a seguito di accertamento con adesione, adesione all’invito al contraddittorio o al pvc, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione. In tale ipotesi, disciplinata dall’articolo 28-quinquies del dpr n. 602/1973, è necessario avvalersi del modello «F24 Crediti pp.aa.» e utilizzare il codice tributo «PPAA», avendo cura di indicare nella delega di pagamento pure il numero di certificazione del credito.

Giovanni Galli e Valerio Stroppa

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