Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Compensazioni solo per pochi

Compensazione debiti p.a. con i crediti fiscali ma solo se c’è una procedura d’accertamento in corso per cui è possibile ricorrere ai metodi deflativi del contenzioso, mediazione inclusa. E innalzamento, dal 2014, del tetto per le compensazioni dei crediti d’imposta e dei contributi, asticella che passa da 516 mila euro a 700 mila euro.

In più prevista è una riprogrammazione dei rimborsi fiscali per un importo complessivo pari a 2,5 miliardi per il 2013 e di 4 mld per il 2014. Ma attenzione, perchè il fondo stanziato per il 2014 deve essere decurtato del monte disponibile per le compensazioni di 1.2 mld.

Sono queste alcune delle novità fiscali previste nel decreto legge sui debiti della pubblica amministrazione pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale n. 82 con il numero 35 ed entrato in vigore oggi.

Compensazioni tra crediti commerciali e debiti fiscali.

Se si indossano le lenti degli inguaribili ottimisti il decreto legge amplia le possibilità delle compensazioni fiscali con i cosiddetti debiti commerciali della p.a.

L’articolo 9 allarga la possibilità finora riconosciuta di «scambiare» il credito della pubblica amministrazione, non prescritto, certo, liquido ed esigibile, maturato al 31 dicembre 2012, con la cartella esattoriale (articolo 28-quater dpr 602/73) con gli atti conclusivi di un accertamento fiscale.

Oggi la compensazione, infatti, potrà effettuarsi anche con le somme dovute per la presenza di istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario. Insomma bisognerà sperare (ed ecco in questo casi indossare le lenti, al contrario del pessimista cronico) di avere in corso una pendenza con il fisco e che siano operabili i presupposti di accertamento con adesione, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale e mediazione.

Per tutti gli altri casi dunque in cui il contribuente non è ancora incorso in una verifica fiscale con esito a lui sfavorevole resta preclusa la possibilità di applicare le disposizioni delle compensazioni tributi e contributi perchè i debiti commerciali della pubblica amministrazione continuano a rimanere esclusi dall’elenco di voci riconosciute nell’articolo 19 del dlgs 241/1997.

La compensazione, che risponde a queste nuove condizioni, è trasmessa immediatamente, con flussi telematici dall’Agenzia delle entrate alla piattaforma telematica del rilascio delle certificazioni.

Il provvedimento prevede che nel caso in cui la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versi l’importo frutto della certificazione entro 60 giorni dal termine indicato proprio dalla certificazione sia la struttura di gestione (che dovrà indicare il ministero dell’economia) trattiene l’importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all’ente territoriale a qualsiasi titolo.

Nel caso in cui il recupero non sia possibile l’importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo anche limitando le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione ai tributi erariali.

Sarà un provvedimento del ministero dell’economia a stabilire termini e modalità di attuazione per queste disposizioni che dunque al momento restano sulla carta.

Sprint ai rimborsi fiscali.

Nella parte del decreto relativa ai pagamenti dei debiti delle altre amministrazioni dello stato si fa riferimento a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate che dà maggior ossigeno al veicolo dei rimborsi fiscali aumentando la dotazione per il 2013 a 2, 5 mld di euro e al 2014 a 4 mld di euro anche se in quest’ultimo caso dovranno fare letteralmente i conti con gli stanziamenti fissati per le compensazioni standard.

Il tetto delle compensazioni fiscali sale a 700 mila euro.

Spostare l’asticella più in alto per il limite delle compensazioni tra crediti di imposta e contributi compensabili (e rimborsabili) è stato uno dei cavalli di battaglia delle richieste delle pmi.

Il limite di 516 mila euro (il vecchio miliardo di lire) è stato introdotto nella finanziaria per il 2001. Il testo poi è stato ulteriormente modificato con il decreto legge 78/2009, tanto che nel testo della finanziaria è stata aggiunta la postilla: «il limite di cui al periodo precedente può essere elevato, a decorrere dal 1° gennaio 2010, fino a 700 mila euro». La possibilità mai attuata è stata dunque modificata ora con il decreto 35/13, in obbligo elevando la soglia a 700 mila euro. Ma anche in questo caso la previsione è sottoposta a condizioni e limiti.

In prima battuta la decorrenza della misura, che è dal 2014. Secondariamente il tetto che trova un’ulteriore limite nella serie di stanziamenti: 1.2 miliardi per l’anno 2014, 380 mln per il 2015 e 250 mln per il 2016. E dopo il 2016 si potrebbe supporre che bisognerà attenderà un rifinanziamento.

Questa ripartizione però trova la sua coperta almeno per l’anno 2014 nella torta dei maggiori rimborsi programmati e cioè i 4 mld di accelerazione sui rimborsi fiscali che di conseguenza perdona già la quota di 1,2 mld destinati alle compensazioni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa