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Compensazioni crediti Iva vicine ai nastri di partenza

Dal 16 marzo via libera alla compensazione dei crediti Iva 2015 oltre 5 mila euro per i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale 2016 entro il mese di febbraio. In vista della decorrenza, vediamo come funziona l’istituto della compensazione, introdotto, all’atto dell’istituzione del versamento unitario con la delega F24, dall’art. 17 del dlgs n. 241/97 per i crediti risultanti dalle dichiarazioni e denunce periodiche. Questa compensazione, definita «orizzontale» o «esterna» in quanto riguarda crediti e debiti di diversa natura (per esempio, il credito Iva in pagamento del debito Irpef), deve essere effettuata entro la data di presentazione della dichiarazione successiva ed è soggetta ad alcuni vincoli. Altro è, invece, la compensazione «verticale» o «interna», all’interno del medesimo tributo, che non deve essere necessariamente rappresentata nel modello F24, realizzandosi nella contabilità e nella dichiarazione: per esempio, lo scomputo del debito Iva del mese di gennaio 2016 dal credito 2015 riportato a nuovo. Occorre però prestare attenzione al fatto che può qualificarsi «orizzontale» anche la compensazione concernente lo stesso tributo: ciò quando il contribuente utilizza un credito per compensare un debito anteriore: per esempio il credito Iva relativo al 2015, risultante dalla dichiarazione Iva 2016 (codice 6099/2015), in pagamento del debito Iva per l’anno 2014 (codice 6099/2014). Per effetto del dm 31 marzo 2000, le disposizioni in materia di versamento unitario con compensazione si applicano, con riferimento ai tributi, ai contributi e ai premi elencati nell’art. 17, comma 2, del dlgs n. 241/97, anche alle somme, comprese le sanzioni, dovute a seguito di accertamento con adesione, acquiescenza, conciliazione giudiziale, definizione agevolata delle sanzioni, ravvedimento operoso, liquidazione automatica e controllo formale delle dichiarazioni. Ai sensi dell’art. 30, comma 4, della legge n. 724/1994, per le società c.d. «di comodo», il credito risultante dalla dichiarazione presentata ai fini dell’Iva non è rimborsabile, né utilizzabile in compensazione orizzontale.

Il tetto massimo per anno solare. L’art. 34 della legge n. 388/2000 stabilisce che il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili ai sensi dell’art. 17 del dlgs n. 241/1997, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato in 700 mila euro per ciascun anno solare (il limite è elevato a 1 milione per i subappaltatori che nell’anno precedente hanno registrato un volume d’affari costituito per almeno l’80% da prestazioni di servizi rese in esecuzione di contratti di subappalto e fatturate in regime di inversione contabile). L’importo rappresenta la soglia annuale unica entro la quale devono essere contenute sia le compensazioni orizzontali di crediti effettuate nel modello F24, sia le richieste di rimborso c.d. semplificato (o in conto fiscale) presentate all’agente della riscossione. Pertanto, per esempio, il contribuente che richiede nell’anno 2016 il rimborso semplificato del credito Iva 2015 di 200 mila euro, indicando tale importo nel campo 2 del rigo VX4 della dichiarazione annuale Iva 2016, disporrà di un residuo plafond di 500 mila euro spendibile per le compensazioni orizzontali nel corso dell’anno solare 2016. Va sottolineato che la soglia riguarda le compensazioni effettuate e i rimborsi semplificati erogati nell’anno solare, a prescindere dalla tipologia e dall’origine del credito compensato/rimborsato; per esempio, ai fini in esame si devono considerare cumulativamente, per l’ammontare complessivo: l’eventuale residuo credito annuale Iva 2014 utilizzato in compensazione orizzontale nel corso del 2016, anteriormente alla presentazione della dichiarazione Iva 2016 (codice 6099/2014); l’importo del credito annuale Iva del 2015 richiesto a rimborso con procedura semplificata con la dichiarazione Iva 2016 (codice 6099/2015); l’importo del credito del primo trimestre 2016 utilizzato in compensazione nel corso del 2016 (non si tiene invece conto dell’importo rimborsato, giacché i rimborsi trimestrali non sono effettuati con la procedura del conto fiscale).

Obbligo di precedenza ai debiti scaduti. Prima di procedere alla compensazione orizzontale dei crediti per imposte erariali, bisogna fare attenzione alla preclusione generale dell’art. 31 del dl n. 78/2010, secondo cui la compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, per i quali è scaduto il termine di pagamento. In caso di inosservanza del divieto, si applica la sanzione del 50% dell’importo dei debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento, fino a concorrenza dell’ammontare indebitamente compensato. La sanzione non può essere applicata fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo penda contestazione giudiziale o amministrativa e non può essere comunque superiore al 50% di quanto indebitamente compensato. La stessa disposizione stabilisce che è comunque ammesso il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte. Le relative modalità sono state stabilite con dm 10 febbraio 2011, il quale prevede che tale pagamento è effettuato mediante compensazione dei crediti relativi alle imposte medesime, attraverso il sistema del versamento unificato. Il pagamento con compensazione è ammesso anche per gli oneri accessori relativi alle imposte erariali iscritte a ruolo, comprensivi degli aggi e delle spese a favore dell’agente della riscossione, nonché per le imposte erariali la cui riscossione è affidata all’agente della riscossione secondo le disposizioni di cui all’art. 28 del dl n. 78/2010, ossia le somme dovute in base ad accertamenti esecutivi. Con risoluzione n. 18/2011, l’Agenzia delle entrate ha istituito per il pagamento delle somme di cui sopra il codice tributo «RUOL»: in presenza di debiti per imposte erariali scaduti di importo superiore a 1.500 euro, la compensazione dei crediti deve essere effettuata prioritariamente per il pagamento di tali debiti. Al fine di prevenire abusi, l’art. 8 del dlgs n. 159/2015 ha stabilito che «i crediti oggetto di compensazione in misura eccedente l’importo del debito erariale iscritto a ruolo sono oggetto di rimborso al contribuente secondo la disciplina e i controlli previsti dalle singole leggi d’imposta».

La disposizione mira a evitare che, simulando un errore nella compensazione (per esempio, spendita di un credito Iva di 200 mila euro per pagare una cartella di 20 mila euro, con un pagamento indebito di 180 mila euro all’agente della riscossione), il contribuente ottenga la restituzione dell’eccedenza dall’agente della riscossione, aggirando le disposizioni e i controlli in materia di rimborso Iva.

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