Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Compensazioni con gli sconti

Le imposte accertate e le sanzioni relative alle violazioni tributarie applicate dagli uffici possono essere pagate mediante compensazione, in adesione agli istituti tributari premiali/deflativi e fruendo quindi dei corrispondenti benefici, dei crediti per somministrazione, forniture e appalti, vantati dal contribuente nei confronti dello stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale, maturati al 31 dicembre 2012, purché certi, liquidi, esigibili e non prescritti. Il pagamento va effettuato con il modello F24, ma il contribuente deve preventivamente acquisire la certificazione dell’esistenza del credito da parte dell’amministrazione debitrice. Questo, in sintesi, il contenuto dell’art. 28-quinquies del dpr n. 602/1973, aggiunto dall’art. 9 del dl n. 35/2013, il decreto concernente disposizioni per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione. La norma è in vigore da ieri, 9 aprile, ma i termini e le modalità di attuazione dovranno essere stabiliti con un decreto del ministero dell’economia.

Va preliminarmente ricordato che l’art. 28-quater del dpr 602/73 già prevede, a partire dal 1° gennaio 2011, la possibilità di compensare i crediti commerciali verso la pubblica amministrazione con i debiti tributari, ma soltanto con riguardo alle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo e con l’osservanza della procedura particolare stabilita dal decreto 25 giugno 2012, che contempla il necessario coinvolgimento dell’agente della riscossione cui è affidato il carico.

La nuova disposizione si caratterizza per l’estensione dell’opportunità della compensazione dei crediti commerciali in pagamento dei debiti tributari nella fase antecedente a quella esecutiva, più precisamente in pagamento delle somme dovute in base ai seguenti istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario:

– adesione all’accertamento ai fini delle imposte dirette e dell’Iva (art. 8, dlgs n. 218/97)

– adesione all’invito a comparire (art. 5, comma 1-bis, stesso dlgs)

– adesione al verbale di constatazione (art. 5-bis, stesso dlgs)

– adesione all’accertamento ai fini delle imposte di registro, di successione e donazione, ipocatastali (art. 11, stesso dlgs)

– acquiescenza all’accertamento dei medesimi tributi (art. 15, stesso dlgs)

– definizione agevolata delle sanzioni tributarie (artt. 16 e 17, dlgs n. 472/97)

– conciliazione giudiziale (art. 48, dlgs n. 546/92)

– mediazione (art. 17-bis, dlgs n. 546/92).

Di conseguenza, il contribuente potrà ora accedere alla compensazione dei crediti commerciali beneficiando degli incentivi connessi ai predetti istituti, primo fra tutti l’abbattimento delle sanzioni edittali a un terzo o a un sesto, a seconda del caso. Va notato che, tra gli istituti definitori, non è menzionato il pagamento bonario delle somme dovute a seguito della liquidazione e del controllo formale delle dichiarazioni dei redditi e dell’Iva, ai sensi degli artt. 2 e 3 del dlgs n. 462/97, né il ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del dlgs n. 472/97, probabilmente perché manca in tali casi un provvedimento di accertamento a monte da parte dell’amministrazione finanziaria, circostanza poco compatibile con il procedimento, anche nell’ottica del puntuale abbinamento fra il credito «speso» e il debito tributario soddisfatto. Se questo è il problema, forse una soluzione si potrebbe studiare per quanto concerne la definizione bonaria ex dlgs n. 462/97, ma resterebbe la ristrettezza dei termini accordati al contribuente per detta definizione (30 giorni, salvo avviso telematico all’intermediario).

Venendo alla procedura, il pagamento dei debiti tributari mediante compensazione dei crediti commerciali si effettuerà utilizzando il modello F24, da trasmettere esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’agenzia delle entrate, che a sua volta invierà l’informazione alla piattaforma elettronica per la gestione del rilascio delle certificazioni predisposta dal Mef, con modalità tali da garantire l’utilizzo univoco del credito certificato. Per accedere alla compensazione il credito deve essere certificato ai sensi dell’art. 9, comma 3-bis o comma 3-ter, lett. b, ultimo periodo, del dl n. 185/2008. La certificazione del credito certo, liquido ed esigibile è rilasciata dall’amministrazione debitrice, su istanza del creditore, entro 30 giorni; scaduti i quali viene nominato un commissario ad acta, su istanza del creditore. Diversamente dall’art. 28-quater, le nuove disposizioni dell’art. 28-quinquies sul pagamento mediante compensazione dei debiti tributari «ante-ruolo», sebbene collocate nella cornice del dpr 602/73, non sono «a regime», ma riguardano i crediti maturati al 31 dicembre 2012.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa