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Compensazioni, avvio «lento»

di Marco Bellinazzo

La comunicazione dei beni aziendali concessi in uso ai soci e ai familiari non dovrà essere fatta entro il prossimo 2 aprile. L'agenzia delle Entrate ha, infatti, deciso la proroga dell'adempimento. Dovrà essere fissata adesso la nuova scadenza. Sono due le ipotesi allo studio. Si potrebbe trattare del 30 giugno (ma saremmo in piena stagione di dichiarazioni) oppure del 30 settembre 2012. L'agenzia delle Entrate avrebbe anche deciso, in queste ore, di lasciare inalterata la soglia dei 10.000 euro per le compensazioni Iva "libere", in vista della scadenza del 16 marzo. Sarà presto emanato un provvedimento del direttore delle Entrate che fisserà la data per il debutto del nuovo regime. Si pensa, in questo caso, ad aprile o maggio.
Con il decreto legge 138/2011 (articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies) convertito dalla legge 148/2011 si è voluto penalizzare il ricorso a schermi societari per intestare beni che sono in realtà usati da soci e familiari. A questo scopo la manovra di Ferragosto rende, per l'impresa, indeducibili i costi relativi ai beni concessi ai soci o familiari per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento, tassa in capo ai soci la differenza come reddito diverso e obbliga impresa e socio a comunicare i dati relativi ai beni.
Se la tassazione del reddito e l'indeducibilità dei costi scattano dal 2012, l'obbligo di comunicazione riguarda anche i periodi d'imposta precedenti (per i beni il cui godimento permane nel periodo d'imposta in corso al 17 settembre 2011). L'originaria scadenza, come detto, è fissata al 2 aprile. Ma sarà rinviata almeno di un paio di mesi. Con lo stesso provvedimento dovranno anche essere indicate più in dettaglio le specifiche tecniche dei beni oggetto del monitoraggio da segnalare all'amministrazione finanziaria.
Il decreto fiscale 16 del 2012 (articolo 9) ha stabilito, invece, che le compensazioni del credito Iva annuale possono essere effettuate liberamente soltanto fino all'importo di 5mila euro. L'ulteriore riduzione, da 10 a 5mila euro, degli importi annui dei crediti Iva che possono essere compensati con altri tributi, è stata introdotta per contrastare gli abusi nell'utilizzo dell'istituto. La stretta sulle compensazioni già varata nel 2010 ha prodotto effetti positivi con una riduzione del 30% delle compensazioni e un risparmio per le casse dello Stato pari a 5,6 miliardi di euro.
Il limite di 10mila euro però resterà in vigore per quanto riguarda i crediti annuali 2011 per le operazioni di marzo. Al di sotto di questa soglia è sempre possibile utilizzare il credito in compensazione anche prima di presentare la dichiarazione annuale o l'istanza per la compensazione trimestrale. Tra qualche settimana sarà poi emanato il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate che dovrebbe far partite il nuovo sistema da aprile o maggio.
Per quanto riguarda, infine, lo spesometro, le Entrate precisano che «per le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2011 l'obbligo della comunicazione riguarda le operazioni Iva con importo pari o superiore a 3.000 euro». Soluzione che viene soprattutto incontro alle esigenze delle imprese che altrimenti avrebbero avuto difficoltà nel riadattare i software al nuovo modello clienti e fornitori. Quindi, il nuovo sistema, con l'inserimento di tutte le operazioni attive e passive per le quali c'è l'obbligo di emissione della fattura, senza più il limite di 3.000 euro, decorrerà dal 1° gennaio 2012 e non interesserà le comunicazioni in scadenza il prossimo 30 aprile (anno 2011), bensì entrerà in vigore dal 2013 per le operazioni effettuate quest'anno.

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