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Compensazioni appese a un filo

di Marco Bellinazzo

Compensazioni ancora appese a un filo per chi ha ruoli scaduti e superiori a 1.500 euro. In vista della prossima scadenza, tra una settimana esatta, gli operatori dovranno fare sempre riferimento al comunicato stampa con cui l'agenzia delle Entrate il 15 gennaio ha "sospeso" il nuovo regime delle compensazioni. Il decreto ministeriale che dovrà permettere la piena applicazione del giro di vite disposto con il Dl 78/2010, infatti, è ancora all'esame della ragioneria generale dello Stato che sta effettuando un'analisi accurata sulla regolazione dei flussi finanziari all'interno del bilancio statale. Il provvedimento perciò potrebbe non essere firmato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, prima del 16 febbraio.

Una "pausa" che, a questo punto, potrebbe non essere sgradita ad alcune associazioni di categoria. «Quanto meno – spiega Andrea Trevisani, direttore Politiche fiscali di Confartigianato – ci sarà la possibilità di compensare con l'F24 evitando, a patto che si conservi una "provvista" pari alla cartella esattoriale inevasa, le pesanti sanzioni previste dalla nuova disciplina. L'emanazione del decreto ministeriale, dopo il 16 febbraio, darebbe inoltre un mese in più all'Agenzia per predisporre la circolare chiamata a risolvere i dubbi tuttora aperti».

Lo scorso mese, l'Agenzia ha rinviato il debutto delle nuove regole – in attesa, appunto, del decreto – precisando che i contribuenti sono ammessi a effettuare le compensazioni dei propri crediti d'imposta con debiti tributari anche in presenza di ruoli scaduti e non saldati superiori a 1.500 euro. In simili circostanze, le compensazioni realizzate a gennaio sono state ritenute esenti da sanzioni a condizione che non si siano intaccati i crediti necessari a pagare i ruoli esistenti. A meno di un'accelerazione dell'iter nelle prossime ore, anche a febbraio ci si dovrà attenere a questo quadro.

È severo il giudizio di Francesco Distefano, vicepresidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti: «Il Fisco accelera sugli adempimenti dei contribuenti quando si tratta di riscuotere, ma non rispetta i propri. La politica degli annunci non funziona. Soprattutto a livello normativo perchè danneggia tutti i cittadini».

D'altro canto, professionisti e categorie sono costretti a fare i conti con aspetti ancora molto controversi delle novità. Nessuno discute dell'opportunità di una stretta complessiva contro le compensazioni-bancomat e le frodi. Una stretta che, come ha ricordato qualche settimana fa il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, ha garantito risparmi all'Erario nel 2010 per oltre 6 miliardi. In discussione c'è però la possibilità da parte dei contribuenti di far valere i propri crediti nei confronti del Fisco. A maggior ragione, in considerazione del fatto che è ancora in alto mare la possibilità di compensare i debiti tributari con i crediti che le imprese vantano verso le pubbliche amministrazioni per appalti e forniture.

Nel corso degli ultimi incontri avuti con l'amministrazione finanziaria, Rete imprese Italia ha posto sul tavolo una serie di questioni sulle quali le Entrate hanno già fornito alcune indicazioni durante Telefisco 2011. Secondo i rappresentanti di artigiani e commercianti, per esempio, nel concetto di "imposte erariali" non dovrebbero rientrare le agevolazioni e i contributi erogati in forma di crediti d'imposta, l'Irap e le addizionali. Il divieto di compensazione in presenza di cartelle esattoriali oltre i 1.500 euro, poi, dovrebbe riguardare solo quelle orizzontali esposte in F24 (articolo 17, comma 1 del decreto legislativo 241/97), ma non quelle interne o verticali anche quando sono esposte in F24.

«Oltre a questi aspetti – sottolinea Claudio Carpentieri, responsabile delle politiche fiscali di Cna – per limitare al minimo gli adempimenti dei contribuenti, occorrerebbe consentire agli intermediari di visionare nel cassetto fiscale la situazione dei ruoli dei propri clienti in tempo reale, magari ampliando la delega. Solo così si può evitare l'ulteriore disagio per le imprese di dover comunicare al proprio intermediario le cartelle esattoriali e gli avvisi di accertamento notificati».
 

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