Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Compensazioni a rischio

di Antonio lorio

Linea dura della Corte di cassazione nei confronti del consulente che svolge un ruolo attivo nell'indebita compensazione a favore del cliente: è legittimo il sequestro preventivo dei suoi beni finalizzato alla confisca per equivalente. A fornire questa importante indicazione è la sentenza n. 24166 del 16 giugno 2011. La vicenda trae origine da un'indagine svolta dalla Guardia di finanza che segnalava alla competente Procura della Repubblica un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati tributari, tra i quali l'indebita compensazione di imposte. Dell'associazione avrebbero fatto parte sia gli imprenditori, sia il consulente delle relative società che avrebbero, tra l'altro, eseguito indebite compensazioni attraverso il modello F24 con crediti inesistenti, omettendo il versamento di tributi per oltre un milione di euro. Il Gip disponeva, contestualmente all'adozione di misure cautelari, anche il sequestro di beni finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti del consulente. Il ricorso era rigettato dal Tribunale del riesame che confermava, nella sostanza, la legittimità del provvedimento del Gip. Il professionista ricorreva allora per Cassazione ribadendo l'illegittimità del sequestro preventivo poiché relativo a beni appartenenti a soggetto del tutto estraneo al reato di indebita compensazione. Secondo la tesi difensiva, infatti, il professionista si era limitato a svolgere la propria attività di consulenza professionale a favore delle società coinvolte nella vicenda senza alcuna partecipazione diretta all'attività di indebita compensazione. I giudici di legittimità hanno, invece, ritenuto infondato il ricorso, in quanto riproponeva le medesime censure di merito già puntualmente esaminate dal tribunale del riesame. La sentenza, a questo proposito, ricorda che in sede di legittimità e in materia di misure cautelari, il sindacato del giudice deve essere limitato alla sola «verifica dell'astratta possibilità di sussumere il fatto attribuito ad un soggetto in una determinata ipotesi di reato senza sconfinare nel sindacato della concreta fondatezza dell'accusa».

La Corte, nella specie, ha ritenuto comunque di indicare ulteriori elementi relativi alla condotta del consulente. In particolare veniva evidenziato che, con riferimento alle indebite compensazioni effettuate dal gruppo di società, il professionista non si era limitato a svolgere la richiesta attività di commercialista, ma era stato l'ideatore dell'utilizzo illecito del modello F24 concorrendo consapevolmente alla realizzazione delle indebite compensazioni. La pronuncia della Corte, ancorchè non attenga l'accertamento della responsabilità del commercialista nei citati illeciti, ma la legittimità del sequestro preventivo dei suoi beni, deve obiettivamente far riflettere. Il reato di indebita compensazione, introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legge 223/06, scatta per somme superiori a 50.000 euro in presenza dell'utilizzo di crediti inesistenti o non spettanti. Anche per il tecnicismo richiesto per la compilazione e la trasmissione del modello di versamento (F24), di norma è un adempimento cui si fa carico direttamente il consulente del contribuente.

È evidente che, in base a quanto prospettato dalla sentenza, non sarà semplice per un professionista — che cura anche la contabilità del cliente — poter dimostrare la sua estraneità a tale reato (ruolo non attivo), in presenza di crediti evidentemente inesistenti. Non fosse altro perché è proprio il medesimo consulente che, tenendo la contabilità, segue la formazione e l'utilizzo degli eventuali crediti utilizzati in compensazione.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa