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Compagnia San Paolo, si dimette Chiamparino

Abuso in atti d’ufficio. Questa l’ipotesi di reato contenuta nell’avviso di garanzia recapitato al presidente della Compagnia di San Paolo, Sergio Chiamparino, per questioni che riguardano un’inchiesta avviata mesi fa dalla procura di Torino sulle concessioni dei locali dei Murazzi, una delle zone della movida della città. Fatti che risalgono all’ultimo mandato da sindaco di Torino. Chiamparino per non arrecare danni allaCompagnia, ha però deciso di presentare le dimissioni che con tutta probabilità lunedì verranno respinte dal Consiglio generale. «Sono assolutamente sereno e pronto a collaborare con la magistratura, convinto come sono di aver sempre cercato di perseguire l’interesse generale della città», dice Chiamparino. Ma aggiunge: «Rendendomi conto dei possibili danni reputazionali che questa vicenda potrebbe arrecare alla fondazione e per tenerla al riparo da questioni estranee, rimetterò il mio mandato».
Chiamparino la prossima settimana dovrebbe essere anche ascoltato dal pm che sta seguendo l’inchiesta sui Murazzi, dove sono indagati otto dirigenti del Comune. Ora si aggiungono, oltre all’ex sindaco, l’ex assessore al Commercio, Alessandro Altamura, ora consigliere comunale e segretario del Pd di Torino, e l’ex direttore generale del Comune, Cesare Vaciago. Al centro dell’inchiesta il rinnovo delle concessioni dei locali a gestori morosi e la concessione, nell’agosto del 2009, di uno sconto del 25 per cento sui canoni con rateizzazione. Delibera firmata da Chiamparino e dall’assessore al Commercio.
Il nome più eccellente è quello di Chiamparino, che rischia di avere effetti anche sul mondo economico-finanziario. «Un atto dovuto. È tutto quello che possodire», dice il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli. Pieno sostegno arriva dal sindaco Piero Fassino: «Chiunque lo conosca non può avere dubbi sulla assoluta trasparenza e correttezza dei comportamenti amministrativi di Sergio Chiamparino. Per questo mi auguro che il consiglio generale della Compagnia confermi la sua fiducia al presidente». Una chiara indicazione rispetto alla riunione di lunedì. Anche il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, esprime «la piena fiducia nella correttezza amministrativa dell’amico e vicepresidente Chiamparino». E aggiunge: «Sono certo che la magistratura accerterà la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Voglio sottolineare la solerzia con cui Chiamparino ha voluto separare questa vicenda dalla Compagnia di San Paolo, che tuttavia mi auguro respinga le sue dimissioni».
Lunedì Chiamparino entrerà dimissionario in Consiglio generale, ma uscirà presidente. Nessuno, tranne Fratelli d’Italia, sembra intenzionato ad attaccare l’ex sindaco. «Un avviso di garanzia non deve portare certo alle dimissioni di Chiamparino — dice Enrico Costa, capogruppo alla commissione Giustizia alla Camera e coordinatore Pdl in Piemonte — non va strumentalizzata un’azione giudiziaria dal sapore burocratico».
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