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Commissioni modello standard

Solo nel caso in cui violino le norme regolamentari da emanarsi dal Cicr sono nulle le clausole dei contratti bancari che impongono commissioni in caso di:
concessione di linee di credito;
– messa a disposizione di linee di credito;
– mantenimento in essere di linee di credito;
– utilizzo di linee di credito anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido.
È questo l’esito della conversione in legge del Dl 29/2012, che aveva sancito la nullità tout court delle clausole. Ora di nullità si continua a parlare, ma solo se si tratti di clausole difformi dalle norme regolamentari che il Cicr deve emanare in base all’articolo 117-bis del Testo unico bancario per rendere i costi trasparenti e immediatamente comparabili. In quest’ultimo articolo, sempre a seguito delle modifiche derivanti dalla legge di conversione, è ora prescritto (a pena di nullità delle clausole difformi) che i contratti di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente:
– una commissione onnicomprensiva, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento; e
– un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate.
L’ammontare di questa commissione, determinata in coerenza con le regole del Cicr anche in relazione alle specifiche tipologie di apertura di credito e con particolare riguardo per i conti correnti, non può superare lo 0,5%, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente. Questa commissione non può essere applicata alle famiglie consumatrici titolari di conto corrente, per sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite di fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore a sette giorni consecutivi. Inoltre, a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente (e sempre a pena di nullità delle clausole difformi), una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sullo sconfinamento.
Nel Dl 29/2012 è prescritto che venga costituito al ministero dell’Economia un Osservatorio sull’erogazione del credito e sulle relative condizioni da parte delle banche alla clientela, con particolare riferimento alle imprese micro, piccole, medie e a quelle giovanili e femminili, nonché sull’attuazione degli accordi o protocolli per sostenere l’accesso al credito di questi soggetti. L’Osservatorio analizza anche tassi, commissioni e altre condizioni accessorie, articolando l’informazione a livello settoriale, geografico e dimensionale. Inoltre monitora l’andamento dei finanziamenti erogati dal settore bancario e finanziario e delle relative condizioni, elabora segnalazioni e informazioni ricevute, analizza l’attuazione di accordi e protocolli per sostenere l’accesso al credito e formula eventuali proposte in un dossier messo a disposizione di istituzioni e interessati. L’Osservatorio inoltre promuove la formulazione delle migliori prassi per la gestione delle pratiche di finanziamento a imprese, famiglie e consumatori volte a favorire un miglioramento delle condizioni di accesso al credito.

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