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Commissione sulle banche, la partenza a settembre

Entra in vigore oggi la legge che istituisce la commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario, chiamata a fare luce sui crac degli ultimi anni. E partiranno oggi stesso le due lettere dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, con la richiesta ai gruppi parlamentari di designare i loro componenti.
Le missive non conterranno termini perentori entro i quali bisognerà provvedere, ma soltanto un invito a procedere nel tempo più sollecito possibile. Nulla però lascia pensare che la prima convocazione (seduta nella quale bisogna eleggere il presidente) possa scattare la prossima settimana, l’ultima di lavori prima della pausa estiva. Soprattutto perché l’unico partito ad aver già indicato i propri rappresentanti è il Movimento Cinque Stelle: Carla Ruocco, Carlo Sibilia e Alessio Villarosa per la Camera, Gianni Girotto e Carlo Martelli per il Senato.
Nel Pd la partita è nelle mani dei capigruppo, Ettore Rosato e Luigi Zanda, che avevano invitato via email i parlamentari a dare la propria disponibilità: è arrivata dal 70% dei senatori e da oltre cento deputati. Ma le scelte sono ancora in corso, secondo un criterio di massima che prevede l’esclusione di chi ricopre già incarichi importanti o sia membro di altre bicamerali. Ufficialmente per consentire alla commissione di lavorare velocemente e concludere entro la fine della legislatura. Se il requisito sarà confermato, dovrebbero restare fuori big come Matteo Orfini e Lorenzo Guerini. È ancora aperto, invece, il dibattito sull’opportunità di indicare tra i componenti i presidenti di commissione, possibilità che farebbe rientrare in gioco nomi come Francesco Boccia o Mauro Maria Marino.
Dai dem – che ambiscono alla presidenza, nonostante le proteste di M5S e Forza Italia, secondo cui spetterebbe all’opposizione – filtra comunque l’intenzione di rinviare il dossier alla ripresa, quando sarà in ogni caso una mina vagante della campagna d’autunno. Un assaggio si è avuto ieri in Aula al Senato durante il voto di fiducia sul decreto banche venete, con lo scontro tra Pd e Cinque Stelle.
Ma anche tra i centristi ci sono fibrillazioni. Se alla Camera Ap dovrebbe indicare Paolo Tancredi, a Palazzo Madama ancora non si è deciso. Ieri in assemblea il senatore trevigiano Franco Conte ha chiesto: «Dove sta la commissione di inchiesta? Serve subito. I cittadini e gli azionisti truffati devono sapere che chi li rappresenta sta facendo tutto il possibile affinché una vergogna come questa non si ripeta mai più».
Per Forza Italia sarà indicato senza dubbio il capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta, che la scorsa settimana aveva scritto a Boldrini per sollecitare la partenza della commissione prima della pausa estiva perché «ogni ulteriore ritardo non sarebbe compreso dagli stessi cittadini». Un altro nome sarà scelto dai componenti azzurri delle commissioni Bilancio e Finanze. Al Senato i nomi sono al vaglio e il capogruppo Paolo Romani sta per trovare la quadra.
A chiedere di fare presto è stato anche Enrico Zanetti, che sarà designato per Scelta civica-Ala alla Camera (dal Senato dovrebbe andare Lionello Marco Pagnoncelli) e che ieri ha usato parole dure: «Per approvare il decreto che regala le banche venete ad Intesa San Paolo c’è stata la massima puntualità, come minimo ci si aspetterebbe altrettanto sul versante della formazione della commissione d’inchiesta. Da domani, ogni giorno che passerà senza che si formi sarà responsabilità unica e diretta dei presidenti di Camera e Senato».
A sinistra i bersaniani di Mdp non sono ancora pronti. Ma martedì al Senato durante la riunione del gruppo si sceglierà. Sinistra italiana è invece orientata a puntare sul deputato Giovanni Paglia. Per la Lega, invece, dovrebbero essere indicati il deputato Filippo Busin e il senatore Paolo Tosato.

Manuela Perrone

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