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Una commissione d’esperti per la riforma fiscale

Una commissione per la riforma fiscale. La struttura potrebbe affiancare la commissione creata in capo al ministero dell’economia sulla riforma della giustizia tributaria, che vede la partecipazione di rappresentanti del le istituzioni fiscali e della giustizia tributaria.

Ne ha parlato Mario Draghi, presidente del consiglio, all’incontro con la delegazione di parlamentari di Leu. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi la nomina della commissione avrà i suoi tempi tecnici. E la commissione guarderà ai lavori che sta ultimando la commissione bicamerale di riforma dell’Irpef di camera e senato.

La commissione di esperti prenderà in grande considerazione il lavoro fatto e i quattro mesi di audizioni che si stanno ultimando in queste settimane e che prenderanno la forma di una relazione conclusiva. Anche il ministro dell’economia Daniele Franco nella sua audizione sul documento di economia e finanza ha riconosciuto il lavoro svolto fatto dal Parlamento: «La riforma fiscale è una delle priorità del governo. L’idea è che sia quanto più possibile organica e quindi consideri tutto il sistema», ha affermato il ministro, riconoscendo che «il parlamento ha effettuato un lavoro che rappresenta un importante patrimonio che va utilizzato dal parlamento e dal governo insieme e questo sarà cosa che credo faremo nei prossimi mesi».

Dunque la palla decisionale passerà al governo mentre domani le commissioni riunite di camera e senato ascolteranno il capo divisione della politica fiscale del fondo monetario internazionale, Ruud de Mooij.

Intanto ieri le commissioni finanze sia di camera sia del senato hanno dato il parere favorevole al Def

Entrambe hanno condiviso passaggi sulla riforma fiscale. La commissione finanze del senato sottolinea che: «Con riferimento alla riforma fiscale che il governo intende definire nella seconda metà del 2021, con un disegno di legge collegato, appare opportuno – in uno spirito di piena collaborazione su un tema di grande rilevanza politica – che l’adozione di un nuovo impianto complessivo dell’Irpef e del sistema tributario debba tenere conto degli indirizzi che le commissioni parlamentari competenti formuleranno a conclusione del lavoro istruttorio sulla riforma fiscale». Mentre per la commissione finanze della camera, non si può prescindere da un organico processo di riforma strutturale della riscossione, «con particolare riferimento alla valutazione dei crediti fiscali inesigibili attualmente affidati all’agente della riscossione e a tutti gli interventi normativi e amministrativi che consentano una gestione moderna, efficiente e efficace dell’attività, volta a favorire la compliance nel rapporto fisco/contribuente, la riduzione del tax gap, la lotta all’evasione, nonché con riguardo alla dilazione delle somme dovute, sospese e/o non riscosse causa pandemia». Accanto a questo si pone poi l’organico processo di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti che sfrutti i processi di innovazione e digitalizzazione prevedendo in particolare il rafforzamento dei servizi per i cittadini (sportello virtuale) attraverso l’implementazione di nuovi canali di comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrate e il potenziamento dei servizi di assistenza volti a fornire risposte in tempo reale ai contribuenti su tematiche generali che sfruttino il servizio chat o i software di intelligenza artificiale per dare risposta ai quesiti più comuni».

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