Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Commissione banche, le carte sulle Venete in Procura

Verbali delle audizioni, lettere scambiate tra Bankitalia e Consob, note trasmesse agli amministratori degli istituti di credito: la commissione parlamentare trasmette gli atti su Popolare di Vicenza e Veneto Banca alla Procura di Roma. Dopo lo scontro tra il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo e il direttore generale di Consob Angelo Apponi spetterà dunque ai magistrati guidati da Giuseppe Pignatone avviare accertamenti per stabilire se siano stati regolari i controlli degli organi di Vigilanza sull’operato dei vertici dei due istituti di credito. E dunque «se fosse possibile già nel 2008-2009, fermare la corsa delle azioni di Gianni Zonin e impedirgli di trascinare nel fallimento della sua banca altri 55.000 risparmiatori».

La decisione è stata presa ieri mattina nel corso dell’ufficio di Presidenza presieduto da Pierferdinando Casini che ha così accolto la richiesta presentata dal senatore di Idea Andrea Augello.

Proprio ieri è stato ascoltato a palazzo San Macuto il direttore generale di Consob Angelo Apponi sul crac del Monte dei Paschi di Siena. E ha attaccato: «Piacerebbe a tutti impedire che si pongano in essere operazioni fraudolente prima che vengano poste in essere, ma nel caso di Mps ci si è trovati di fronte a un comportamento doloso dell’intero sistema dell’alto management della banca, questo sarebbe stato veramente complesso da immaginare». Per evitare il disastro «serviva la bacchetta magica».

Sull’acquisizione di Antonveneta del 2008 specifica che «Consob aveva approvato un prospetto informativo relativo all’aumento di capitale da 5 miliardi nel quale venivano riportati tutti i fattori di rischio dell’operazione», mentre per i contratti stipulati nell’ambito delle operazioni Alexandria e Santorini «l’occultamento era stato fatto bene, dal loro punto di vista», hanno compiuto «attività dolose per occultare le prove, soprattutto quelle delle perdite».

Sul fronte delle Venete uno dei documenti ritenuti importanti dalla commissione per capire che cosa sia davvero accaduto è la relazione degli ispettori nella quale «Zonin veniva accusato di esercitare un ruolo di dominus in assenza di un vaglio critico da parte del Collegio sindacale». Non solo. Quel verbale dedica un capitolo «alle modalità di determinazione del prezzo delle azioni, svincolate da rigorosi collegamenti con le modeste performance reddituali, hanno assicurato ampie adesioni ai frequenti aumenti di capitale, consentendo di sostenere la rapida crescita del gruppo».

Tra i documenti spediti ai magistrati romani c’è poi il report sul prezzo delle azioni trasmesso dall’area Vigilanza di Bankitalia all’allora Governatore Mario Draghi che secondo Augello e altri membri della Commissione «non era esente da alcune ambiguità perché non consentiva di avere alcuna certezza rispetto al fatto che si fosse assunta la decisione di tenere Consob all’oscuro di quanto appurato in sede ispettiva sul problema del prezzo delle azioni e neppure comprendere che tale questione era stata sollevata dal collegio dei sindaci della BpV in modo formale».

Fiorenza Sarzanini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa