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Commissari, missione 15 miliardi Ance: subito un piano da 150

ROMA – Le 26 opere che il governo vuole affidare a commissari straordinari con il prossimo «decreto Aprile» valgono un investimento di almeno 15 miliardi. Obiettivo, accelerare l’iter e velocizzare i tempi per arrivare al cantiere. È al momento questa la norma più robusta e di maggiore impatto nel pacchetto investimenti che il governo intende inserire nel provvedimento di fine mese. Rilanciare gli investimenti è la parola d’ordine nel momento in cui si comincia a parlare di «fase due» e di rilancio dell’economia. L’altra disposizione, chiesta a gran voce dalle Fs, è l’approvazione per legge del contratto di programma per Rfi e Anas (29 miliardi di investimenti) evitando così una serie di passaggi – come il decreto Mef-Mit con la registrazione alla Corte dei conti – che avrebbero allungato ancora i tempi per la messa a disposizione delle risorse finanziarie necessarie per partire con gare e cantieri.

Se questo è l’impianto, alle imprese non basta. «Serve un piano Marshall, un intervento davvero straordinario da 150 miliardi in cinque anni», ha sostenuto il presidente dell’Ance, Gabriele Buia, al comitato dell’associazione che si è tenuto venerdì scorso. Non a caso Ance ha allegato a questa richiesta la previsione degli scenari possibili da qui al 2021.

Due gli scenari, uno soft, uno hard. Fra i due passa un’azione del governo capace di sbloccare il settore nella seconda metà di quest’anno e farlo ripartire con misure speciali. Scenario soft se il piano ci sarà, scenario hard, che significa la liquefazione del settore, se non si interverrà forte e per tempo. Nello scenario positivo c’è una riduzione degli investimenti in opere pubbliche del 13 % e dell’intero settore del 10,1% nel 2020, con una ripresa nel 2021 del 5,8% delle opere pubbliche e del 2,7% dell’intero settore. Nello scenario drammatico caduta del 27,6% (del 42% delle opere pubbliche) nel 2020 con una ulteriore caduta del 19,1% (33% per le opere pubbliche) nel 2021.

Vediamo dunque cos’è il piano Marshall proposto dall’Ance. Anzitutto bisogna sbloccare investimenti fermi per 56 miliardi «anche attraverso commissari». Ci sono poi i 29 miliardi di investimenti previsti dai contratti di programma di Fs e Anas da far partire per cui l’approvazione per legge può essere un primo passo. E almeno una decina dei 21 miliardi di fondi strutturali Ue della programmazione 2014-2020 non ancora impegnati e da ridestinare a opere urgenti. Poi ci sono le due novità più interessanti della proposta Ance: un «piano Italia» che deve investire 39 miliardi in due anni, finanziati da un megafondo per gli investimenti di comuni e province; e un fondo progettazione che impieghi in due anni i 3 miliardi già destinati alla progettazione degli enti locali. Il meccanismo che regola questi due fondi è simile: si tratta di anticipare al 2020 e al 2021, mediante mutui Cdp, stanziamenti già previsti nel bilancio dello Stato ma spalmati su quindici anni.

Ma il pacchetto che l’Ance propone per il decreto Aprile non finisce qui: si va dal doppio scudo per i funzionari pubblici, limitando la responsabilità erariale e varando la riforma dell’abuso di ufficio, al ricorso generalizzato alle piattaforme telematiche, dalle gare semplificate all’ultimazione delle gare in corso, dal ripristino dell’appalto integrato sul progetto definitivo all’abolizione dello split payment, dalla proroga dell’ecobonus e del sismabonus alla semplificazione dei processi autorizzativi come quelli della conferenza di servizi.Resta fondamentale per l’Ance anche la sospensione dei pagamenti fiscali, messa disposizione di liquidità in tempi rapidissimi per garantire la sopravvivenza delle imprese.

Ieri allarme sulla spesa degli investimenti che rischia l’azzeramento anche da 500 sindaci che hanno chiesto di realizzare «uno snellimento e una sburocratizzazione di tutti i procedimenti amministrativi».

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