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Commissari, il grande caos. Ma restano regolari le nomine di Ilva e Alitalia

MILANO — La soluzione era attesa ieri: un decreto d’urgenza che confermasse nel loro ruolo i commissari di Condotte — la cui nomina è stata annullata dalla sentenza del Tar del Lazio — fino a quando il Consiglio di Stato non si pronuncerà sulla vicenda. Ma il provvedimento-tampone, per impedire che l’amministrazione straordinaria restasse senza commissari, non è arrivato: a quanto si può ricostruire la riunione dei tecnici al ministero dello Sviluppo (Mise) è stata interlocutoria; è però possibile che il decreto d’urgenza venga scritto già oggi. Quando, del resto, si riuniranno gli (ex) commissari, probabilmente per procedere congiuntamente ad impugnare la sentenza del Tar, arrivata a fine dicembre.
La sentenza del Tar, pur riguardando il caso specifico, ha sollevato non poche perplessità anche sulle altre decisioni prese dal Mise in materia di nomina dei commissari. Ma non sulle due principali procedure di amministrazione straordinaria aperte, quelle di Ilva e di Alitalia: in entrambi i casi, infatti, il processo di nomina è avvenuto sulla base dell’urgenza, una procedura prevista e che lascia in capo al ministro la possibilità di scegliere un professionista di sua fiducia e nominarlo per decreto, senza coinvolgere la Commissione selezionatrice dei potenziali candidati. Quindi, per Alitalia e per Ilva non si incorre in uno dei due problemi sollevati dal Tar del Lazio per Condotte: quello di aver sorteggiato i candidati sulla base di una selezione effettuata da una Commissione “monca”, costituita solo da due membri su tre. Il presidente, il giudice Antonino La Malfa, al momento della scelta dei candidati per Condotte non si era ancora insediato perché in attesa del disco verde dal Consiglio superiore della magistratura; un anno dopo, nell’agosto scorso, ha dato le dimissioni e non risulta sia stato sostituito.
Dunque, le nomine fatte dopo quella data, da Tessitura Monti a Bluetec, a Manital Idea a Galimberti, sono state effettuate mentre la commissione di esperti era composta solo da due rappresentanti. Così come l’estrazione, prevista per ieri, dei commissari per Meridi (sulla cui ammissione all’amministrazione straordinaria però il tribunale di Catania si è riservato di decidere in settimana) e su Papino elettrodomestici, sempre di Catania.
Diverso il discorso sul “merito”, sollevato dal Tar del Lazio per Condotte (e non solo): la mancanza di motivazione con cui i selezionatori avrebbero individuato i professionisti, oggetto poi dell’estrazione a sorte secondo la procedura voluta dai 5 Stelle con il precedente governo. Ci sono già stati ricorsi al Tar nel caso di Stefanel e di Mercatone Uno, ma altre procedure potrebbero sollevare a ricorsi per le stesse ragioni: in pratica, tutte quelle nomine fatte dal famoso decreto istitutivo della Commissione e per le quali non sono scaduti i termini.
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