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Commercialisti, una proposta alternativa

Fare squadra, animare lo spirito di coesione nella categoria, valorizzare la professione del Commercialista, promuovere un processo democratico: su queste premesse hanno preso corpo, formalizzati in un incontro a Roma il 18 luglio scorso, il manifesto e la lista dei candidati espressi dal Comitato Elettorale spontaneo per le elezioni del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per il quadriennio 2013-2016.

La lista della componente Ragionieri, che rappresenta una valida e credibile proposta per la categoria, si vuole caratterizzare come punto di aggregazione per tutti gli iscritti e finalizzato ad un’azione che sia condivisa e non verticistica. Si tratta, infatti, di una indicazione di disponibilità di colleghi anche pronti a fare un passo indietro qualora nuove adesioni al progetto richiedano una risivitazione delle rappresentanze territoriali.

I protagonisti di questa esperienza parlano in maniera corale, Davide Di Russo, dell’Odcec di Torino e indicato all’unanimità candidato alla vice presidenza, ha precisato subito il valore etico e di correttezza istituzionale di questa scelta: «Il nostro intento primario è quello di accogliere le esigenze di chi opera a livello locale, i colleghi e, in generale, gli ordini territoriali, impegnati al fare quotidiano. Intendiamo rilanciare la capacità di ascolto, la volontà di rappresentare i territori e far valere le loro istanze a livello centrale. Il tutto, affermando il valore sociale della nostra professione, al servizio dei Colleghi e del Paese e della loro crescita: tutto questo passa attraverso la difesa della dignità e del rispetto della nostra professione, nei rapporti con i cittadini, le imprese, le aziende pubbliche del territorio, la pubblica amministrazione e, soprattutto, con l’amministrazione finanziaria, che spesso ci costringe a lavorare con affanno e scarsa programmazione, diramando, ad esempio, circolari, provvedimenti, note esplicative e software assai a ridosso di scadenze, di fatto imponendo modalità e ritmi di lavoro malsani sia per i Colleghi che per i collaboratori e dipendenti». Di qui una chiara puntualizzazione: «La scelta prematura di Raffaele Marcello di apparentarsi con Claudio Siciliotti», ha proseguito Davide Di Russo «ha creato in chi ancora crede nei principi e nei valori la voglia di scardinare un meccanismo che in questi anni ha portato la nostra professione a non avere l’importanza e il rispetto che merita. Nessun intento polemico ma la nostra lista ha obiettivi precisi e costruttivi per la categoria».

L’aggregazione promossa ha precise caratteristiche, come precisa Luigi Pagliuca, dell’Odcec di Milano: «La nostra squadra è compatta e coesa, composta da autorevoli professionisti, fortemente rappresentativa degli Ordini locali e condivisa attraverso il massimo coinvolgimento dei rappresentanti territoriali di categoria. Il principio ispiratore è quello di investire tutti i vicepresidenti degli Ordini locali nel processo decisionale: siamo al servizio della professione e dei colleghi per promuovere le istanze e i progetti che emergeranno e verranno via via elaborati a livello locale». Questa visione non è solo teorica ma si avvale anche di strumenti operativi, ecco perché, come spiega Pagliuca: «Abbiamo attivato un sito internet (www.elezionicndcec.it) interattivo per il dialogo con il territorio e l’integrazione del programma elettorale: uno strumento per dare forma alla capacità di ascolto, attraverso proposte e soluzioni per risolvere i problemi sia nei rapporti interni alla categoria sia verso l’esterno».

Il manifesto elettorale che dà contenuti e forza a questa iniziativa, articolato in nove punti, presenta peculiarità di rilievo illustrate da Luigi Mandolesi, dell’Odcec di Roma: «Tutto ruota intorno alla gestione collegiale del Consiglio Nazionale: da qui, l’intenzione di costruire tavoli permanenti di lavoro, su base interregionale, per l’individuazione delle problematiche connesse alle novità, alle incertezze normative e all’esecuzione degli adempimenti, nonché per l’elaborazione di proposte e soluzioni». Dunque, un maggiore coinvolgimento di tutti i soggetti della categoria che, secondo Mandolesi permetterà dare più forza al ruolo del Commercialista: «Nei confronti dell’esterno, l’obiettivo è quello di affermare la consapevolezza, nell’opinione pubblica e nelle autorità, della natura pubblica della funzione svolta dal Commercialista, il che non può che passare attraverso la concreta attribuzione di un ruolo attivo e di collaborazione con le istituzioni. A livello interno di categoria, la nostra lista si pone l’obiettivo di gestire la fase finale del processo di unificazione della professione di Commercialista, anche mediante la riformulazione del titolo professionale in chiave uniformatrice». Tema e funzione su cui converge anche Franco De Filippis, esponente dell’Odcec di Nocera Inferiore e coordinatore della Campania.

La grande crisi economica globale sta cambiando anche la professione del Commercialista chiamato sempre più a un ruolo attivo di sostegno e accompagnamento delle imprese. Ecco perché, il futuro della professione è uno dei punti su cui maggiormente insistono i promotori. Spiega, infatti, Giovanni Parente, dell’Odcec di Caserta: «La nostra professione ha un’esigenza di maggiore visibilità, per ottenere il riconoscimento sociale che merita. Solo attraverso l’unità di categoria, lo spirito di colleganza e il senso di appartenenza si potrà garantire un futuro roseo alla professione, che ha ancora davanti a sé un percorso complesso per ultimare l’unificazione. La gestione della fase finale del processo di unificazione della professione di “Commercialista” sarà affrontata anche attraverso la riformulazione della disciplina del titolo professionale in chiave uniformatrice; così come, punteremo alla realizzazione di un progetto condiviso per l’affermazione di pari tutele a favore degli iscritti alle due Casse di Previdenza».

«Meno politica e più condivisione dei reali bisogni degli iscritti e della categoria a livello di necessità territoriali», è la richiesta di Vito Montanaro, esponente dell’Odcec di Taranto, mentre Claudio Solferini, dell’Odcec di Bologna, ha spiegato perché ha aderito al Comitato Elettorale Spontaneo e ha scelto questa squadra dopo essere stato inserito nel Coordinamento Nazionale di garanzia dell’altra lista capeggiata da Raffaele Marcello. «Preso atto dell’indisponibilità dei vertici della lista Marcello di rispettare il percorso concordato», ha spiegato Solferini, «è proprio per perseguire e concretizzare quei principi che ho visto tristemente disattesi, che ho deciso di aderire a questa squadra, e non è un caso che la chiami così, per la serietà e la professionalità con cui ha messo in piedi e intende perseguire un progetto vincente, in quanto rispondente alle reali esigenze della categoria. La compattezza, lo spirito di colleganza, l’interesse di gruppo sono le tre caratteristiche vincenti del nostro progetto». La valorizzazione e la competitività della professione, anche mediante l’istituzione di una Scuola di Alta Formazione, è il punto focalizzato da Enrico Terzani, dell’Ordine di Firenze, Gian Luca Ancarani, dell’Odcec di Grosseto, mentre Eustachio Ventura, esponente dell’Odcec di Cosenza, ha spiegato il senso dei “tavoli permanenti” da cui potranno scaturire proposte concrete da parte di tutti gli iscritti per integrare il programma elettorale.

Il tema della democraticità del processo prescelto ha unito più voci: Giuliano Bond, Odcec di Belluno, per il quale «questa iniziativa risponde in pieno all’esigenza di democrazia interna che la Categoria chiede da tempo», e da Alfio Pulvirenti, dell’Ordine di Siracusa, che si dice «favorevolmente colpito dalla connotazione democratica del gruppo che ha aderito al progetto e dai punti salienti del manifesto elettorale». Metodo sottolineato anche da Francesco Renne, Odcec di Varese, per il quale non è decisivo la definizione immediata di ruoli e compiti nella lista perché, precisa, «abbiamo deciso di non limitare il fronte elettorale a un numero circoscritto e determinato di candidati, bensì di allargarlo a un gruppo molto più ampio di sostenitori dai quali il gruppo riceverà il supporto utile a spiccare il volo».

Dialogo costante con il Consiglio Nazionale e con le altre istituzioni è la proposta di Gabriella Rossotti, dell’Ordine di Cuneo e coordinatore del Piemonte, mentre Alessandro Idini, Odcec di Sassari, prospetta l’utilizzazione delle tecnologie on-line per ampliare la partecipazione e dare visibilità alla categoria.

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