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Commercialisti e avvocati saranno pubblici ufficiali

Commercialisti e avvocati pubblici ufficiali per la cessione e il trasferimento d’azienda per le ditte individuali. Sebbene per un aspetto limitato, l’investitura nel ruolo di pubblico ufficiale per una categoria che non sia quella notarile ha del rivoluzionario. È questo l’effetto, sulle tre professioni coinvolte, del subemendamento alla pdl semplificazioni che sarà votato oggi in commissione finanze della camera. Finora, infatti, il ruolo di pubblico ufficiale, con molti oneri, è spettato ai notai per l’attività legata alla tutela della pubblica fede degli atti e della certezza del diritto.

Il subemendamento (frutto di una mediazione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi degli interessi in gioco) opera da grimaldello nelle regole legate alla nozione di pubblico ufficiale e prevede che «nell’attività di autentica e di certificazione operano come pubblici ufficiali e devono conservare gli atti per il medesimo periodo di tempo previsto per quelli rogati dai notai».

Cosa vuol dire? Nell’ordinamento italiano il notaio è il pubblico ufficiale per eccellenza. Si diventa notai per concorso, prima differenza con dottori commercialisti e avvocati che accedono alla professione dopo aver superato un esame.

Il notaio è incaricato dallo stato, dunque, in quanto pubblico ufficiale di dare certezza del traffico giuridico degli atti tra privati. Dopo il superamento del concorso, il notaio non sceglie dove aprire lo studio ma è sempre lo stato che lo incarica di andare a esercitare la professione in una zona prestabilita. In tema di controlli dell’attività professionale poi i notai hanno l’obbligo di inviare al ministero di grazia e giustizia, presso gli archivi notarili, gli atti redatti, sono dunque sottoposti a un controllo di qualità. Inoltre l’Agenzia delle entrate ogni 4 mesi verifica il corretto assolvimento tributario, per quanto riguarda le imposte legate alla redazione degli atti. Inoltre i notai sono terzi nella stesura di un atto tra le parti giocano nel ruolo di arbitro mentre sia avvocati sia commercialisti sono assunti dalle parti con un incarico fiduciario.

Dalla lettera dell’emendamento tutto questo, si può ipotizzare, sarà applicato anche a dottori commercialisti e avvocati per la porzione a loro riconosciuta negli adempimenti legati alla cessione e affitto di ditte individuali. Non ultima la questione legata alla conservazione nel tempo dei documenti.

Il notaio ha l’obbligo di conservare fino alla fine della sua vita professionale. Dopodicché l’atto è trasferito all’archivio notarile e trascorsi 100 anni all’archivio di stato. Per queste rigide regole i dati trasmessi dai notai nei pubblici registri hanno una valenza di veridicità e pubblica fede unica nel suo genere. Per intenderci, ad esempio i registri immobiliari in Gram Bretagna presentano la dicitura che sulle informazioni riferite alle imprese non se ne garantisce la veridicità dovendo in caso ce ne fosse bisogno assumere dei professionisti per risalire ai dati contabili.

Per commercialisti e avvocati si tratta di un importante riconoscimento di una valenza sociale e professionale nuova, un grimaldello legislativo appunto che potrebbe nel futuro arricchirsi di altri tasselli.

L’emendamento al progetto di legge semplificazioni prevedeva nella versione depositata sabato dalla relatrice Carla Ruocco (M5s) l’estensione a commercialisti e avvocati della competenza per le cessioni e gli affitti di azienda. L’emendamento ha poi avuto un ridimensionamento portando a un confine della nuova competenza per gli atti delle ditte individuali, lasciando ai soli notai la competenza per quegli atti quando sono riferiti alle società di capitali.

In questa riscrittura si inserisce il subemendamento che aggiunge le due parole «pubblico ufficiale» all’attività che svolgeranno, una volta approvata la legge, avvocati e commercialisti.

Getta acqua sul fuoco Giovanni Currò, deputato M5s della commissione finanze della camera: «la semplificazione e la velocizzazione degli atti, senza rinunciare alla doverosa vigilanza in termini di antiriciclaggio operata dai professionisti, consentirà un migliore accesso a questi strumenti. Sono sicuro che questa apertura consentirà un notevole risparmio per i contribuenti, tutto questo senza rinunciare alla qualità degli atti.»

Cristina Bartelli

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