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Come investire con i tempi giusti

Portafogli sospesi nel tempo della crisi, della speranza di una svolta, delle mille diverse situazioni che definiscono la vita di ognuno di noi. In questo momento si prevedono tempi duri per le obbligazioni se i tassi dovessero continuare a salire e ulteriori possibili sorprese dai titoli azionari: l’ultimo sondaggio tra oltre 200 operatori finanziari globali realizzato da Bofa Merrill Lynch nella prima decade di ottobre conferma questa idea generale. Anche se dubbi sulla consistenza della ripresa (e quindi sulla effettiva possibilità dei tassi di crescere in fretta) vengono espressi da più parti ogni giorno. Non resta che fare, nel modo più semplice, i conti con la realtà.
Bussola
Per un investitore italiano le cinque tabelle pubblicate in queste pagine possono funzionare come una bussola, dove ci sono i riferimenti nazionali, sia per i titoli di Stato che per i bond societari, sia l’immancabile confronto con il bund tedesco e i corporate bond della Germania (come Siemens ed Rwe) oltre a quello con i Treasury americani. I numeri vanno dallo zero virgola dei Bund annuali al 4,2% dei Btp decennali. In mezzo si trova — oltre alla gamma di rendimenti legati alle varie scadenze e ai diversi rating — l’1,99% dei depositi online per chi vincola il denaro a un anno. Un dato molto meno generoso di un anno fa ma ancora in grado di rappresentare (al netto del 20% di tasse) il doppio dell’inflazione.
E poi c’è la Borsa: in questo caso non ci sono rendimenti garantiti da valutare. La matematica però ci dice che negli ultimi vent’anni investire nel titolo giusto poteva fruttare performance a tre cifre (dividendi compresi), mentre un impegno a rate nei principali indici azionari dei fondi comuni ha consentito di patire meno oscillazioni nei prezzi, con la contropartita di risultati decisamente meno eclatanti(vedi servizi a pagina 22).
Quadri
Ai quattro quadri che riassumono le scadenze obbligazionarie corrispondono quattro diversi profili di risparmiatori. Le durate che prevedono un’esposizione massima di tre anni sono adatte a chi ha una propensione al rischio modesta, che sale se la durata arriva a cinque anni. Questa scadenza è lo spartiacque tra investitori che amano moderatamente il rischio e chi ha vocazioni finanziarie più aggressive. I prestiti indicati sono tutti accomunati da un buon grado di liquidità: sono molto scambiati e quindi non dovrebbero essere difficile comprarli e venderli. Di livello medio e medio alto i rating che caratterizzano i debitori scelti. Per le emissioni con scadenza entro tre anni e, in parte, per quelle con durata massima cinque, è possibile costituire un intero portafoglio utilizzando i titoli di ogni tabella. Per le durate fino a sette e dieci anni, i prestiti indicati dovrebbero rappresentare solo una parte del portafoglio per non concentrare troppo i rischi.
Le obbligazioni societarie sono suddivise tra comparti differenti, senza mai scendere sotto il rating tripla B, l’ultimo gradino dell’investment grade. Sul fronte americano, invece, non ci sono debitori privati. In questo caso l’obiettivo è limitare il rischio principalmente alla componente valutaria: il Tesoro americano, pur messo a dura prova dalla crisi e dagli scontri politici, è sempre considerato dal mercato tra gli emittenti più solidi del mondo.

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