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Come entrare nel nuovo ballo dei Btp

T itoli di Stato o titoli azionari? Il dubbio in questi momenti di grande volatilità dei mercati è lecito. E non certo per le caratteristiche dei due differenti strumenti, assai diversi tra di loro. I bond rappresentano un debito, le azioni sono un attestato di partecipazione al capitale di rischio dell’impresa. In pratica è creditore chi possiede titoli di Stato (ma anche obbligazioni societarie), è socio chi ha in portafoglio azioni.
Incontro
Dov’è dunque che titoli di Stato e azioni potrebbero trovare un punto di incontro? Nelle quotazioni di mercato, ormai sempre più assimilabili perché le loro oscillazioni si rincorrono nei due sensi. Al rialzo e al ribasso. È prassi consolidata che chi sceglie i titoli di Stato voglia allocare i propri risparmi in un comparto a rischio contenuto. Viceversa opta per le azioni chi, per natura, dispone di una buona o addirittura elevata propensione al rischio. Se però si osserva attentamente quanto è accaduto nei mercati per gran parte del 2011, ci si renderà immediatamente conto che hanno sofferto sia i prezzi delle emissioni governative, sia quelli delle azioni, soprattutto dei titoli bancari.
Questi ultimi, infatti, hanno risentito negativamente non solo delle scarse prospettive di crescita del paese di riferimento, quanto della perdita di valore del capitale investito, essendo in buona parte rappresentato proprio da titoli governativi. Ma anche quando le cose vanno bene ultimamente bond e azioni vanno a braccetto.
Basterebbe tenere conto di quanto accaduto nei primi mesi dell’anno in corso. Anche in questo caso, a partire da novembre scorso in verità, di movimenti di segno positivo hanno beneficiato tutte e due gli strumenti. Fino a due settimane fa, quando, per l’ennesima volta, i mercati hanno voltato le spalle al buon umore, per tornare ad essere incerti, difficili e complessi da valutare.
Quali le ragioni della nuova ondata di instabilità? Da un lato, il timore che le manovre fatte dai governi (spagnolo e italiano, in particolare) non siano sufficienti a riportare il rapporto tra deficit annuale e/o totale del debito accumulato e prodotto lordo a valori sostenibili. Dall’altro, a causa di queste stesse manovre, il timore che la prospettiva di crescita del Pil si trasformi in rallentamento economico o, addirittura, in recessione. Il tutto, naturalmente, in una cornice in cui l’attività speculativa di una parte consistente di operatori occupa un ruolo tutt’altro che secondario. L’aspetto negativo, lo si sottolinea in ogni occasione, è che i capricci dei mercati si riflettono sul valore dei singoli titoli e, inevitabilmente, sul valore complessivo del portafoglio di ogni risparmiatore, a prescindere dai valori in gioco.
Bisogna difendersi, vendendo le posizioni investite in titoli di Stato, o, al contrario, attaccare, comprando ancora sulla caduta dei prezzi di mercato di Btp o Cct?
Quote
Attualmente le quotazioni sono scese, rispetto ai massimi toccati tra febbraio e marzo scorsi, di circa 2,5-3 punti. Per contro, i rendimenti che offrono i Btp, in particolare, appaiono molto interessanti. Le emissioni con scadenza decennale propongono di nuovo un tasso del 5,50% lordo, ma pure i titoli con durata triennale sono appetibili, con rendimenti di poco inferiori al 4% lordo.
Più opportuna, a livello strategico, potrebbe essere la scelta di acquistare altre quote di titoli di Stato o di acquistarne di nuove, qualora il portafoglio ne sia sprovvisto. In ogni caso, in osservanza del concetto di diversificazione, il peso da attribuire all’insieme dei titoli governativi italiani potrebbe attestarsi tra il 15 e il 20%. Non diversa la percentuale da assegnare alle emissioni degli altri paesi d’area euro più virtuosi, Austria, Francia, Finlandia, mentre quote inferiori, 7,5% cadauno, da destinare ai titoli tedeschi, perché offrono sicurezza, ma non redditività, e a quelli olandesi, per motivi analoghi. Lo spazio rimanente per il Btp Italia, (5%). Anche se porta un poco più in alto il peso dei titoli del Tesoro italiano. Le sue caratteristiche, infatti, lo rendono unico e assai interessante.

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