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Il colosso europeo e la nuova partita delle aggregazioni

E ora, parte davvero il risiko bancario? I banchieri lo sanno bene: l’opas di Intesa Sanpaolo è stata per tutti loro la sveglia. La sorte di Ubi – da aggregatore a banca fagocitata per le mire di crescita del colosso guidato da Carlo Messina – ha fatto capire che non c’è più tempo. O ci si muove, o si rischia di venire mangiati. E il pressing della vigilanza Bce guidata dall’italiano Andrea Enria sulle aggregazioni per aumentare la redditività delle banche e per questa via aiutare le imprese in una fase di grande crisi economica, portano tutte in una direzione.

Dentro Ubi qualche esponente dell’istituto non nasconde il rimpianto per non aver rotto prima gli indugi. Ora è da Mps, quindi dal Tesoro che ha il 68%, che potrebbe partire il risiko, anche se pesano i 4 miliardi di rischi legali.

Il Tesoro deve uscire entro il 2021 e si è affidato a Mediobanca, che nel risiko bancario sta giocando un ruolo decisivo, avendo orchestrato come advisor l’operazione Intesa-Ubi con il corollario delle 523 filiali che finiranno a Bper.

Per Mps le opzioni sono una fusione con BancoBpm, che piacerebbe a Milano ma solo se il Tesoro desse una mano ad alleggerire lo sforzo di capitale richiesto. Bper a sua volta, irrobustita dall’innesto di un terzo dell’ex Ubi e spalleggiata dai soci forti Unipol (al 20%) e Fondazione Banco di Sardegna, ha rivendicato con il ceo Alessandro Vandelli il ruolo di aggregatore. Si parla di una fusione a tre in due tempi: prima Bper-Banco Bpm, poi insieme su Mps. Ma le difficoltà sul capitale che starebbe riscontrando in Bce sullo scorporo di 8 miliardi di npl a favore di Amco, sempre del Tesoro, complicano il quadro. Sullo sfondo resta Unicredit: l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier continua ad escludere operazioni in Italia. L’ampliarsi della distanza da Intesa potrebbe portare a cambi di strategia? Sullo sfondo si muovono le più piccole Creval, su cui vanta una sorta di prelazione il Crédit Agricole, e la PopSondrio, che però è ancora una coop. Al Sud, la Popolare di Bari sotto il cappello pubblico del Mediocredito centrale punta a creare una Banca del Sud aggregando le piccole popolari del Mezzogiorno.

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