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I colossi tlc: dateci il condono poi addio alla bolletta capestro

I giganti della telefonia e di Internet sono disponibili ad accantonare la bolletta emessa ogni 28 giorni, che viene contestata dal Garante per le Comunicazioni (l’AgCom), dal governo e dai consumatori. Ma questi colossi pongono una precisa condizione per tornare alla bolletta virtuosa, spedita ogni mese. Chiedono al Garante (all’Ag-Com) una norma salvagente, quasi un condono, per non far scappare i clienti.
In queste ore, gli ambasciatori di Telecom Italia e di WindTre – sotto accusa con Vodafone e Fastweb per la bolletta-capestro sussurrano al Garante la disponibilità a tornare alla fatturazione corretta, mensile. Sul terreno, però, c’è un ultimo ostacolo che riguarda i clienti e i loro diritti. Supponiamo che Telecom Italia e WindTre ripieghino sulla bolletta mensile spedendone 12 nell’anno (come facevano una volta) invece delle tredici attuali. In questo modo, le aziende ritengono che verrebbe sanata la lite con il Garante, favorevole alla fatturazione mensile perché molto più trasparente agli occhi del cliente. Ora, queste aziende – pur adottando pentite le 12 bollette annue – potrebbero confermare l’aumento delle tariffe. In altre parole, nel 2018 le famiglie pagherebbero la stessa somma annua del 2017, solo spalmata su 12 bollette invece di tredici.
Questa parziale retromarcia cioè il ritorno alle 12 bollette ma con gli aumenti tariffari confermati nel 2018 rispetto al 2017può essere considerata una «modifica delle condizioni contrattuali ». E una modifica delle condizioni – che deve essere comunicata almeno 30 giorni prima del suo arrivo – permette al cliente di andare via «senza penali né costi di disattivazione». Questo diritto di recesso è garantito dalla legge, dal Codice delle Comunicazioni elettroniche (articolo 70, comma 4).
Supponiamo, a questo punto, che un terzo operatore (Fastweb oppure Vodafone) torni alla bolletta mensile, e alle 12 bollette annuali, rinunciando però ad aumenti tariffari. Una qualsiasi famiglia – forte del diritto di andare via in caso di modifiche delle condizioni del contratto avrebbe facile gioco ad abbandonare Telecom Italia oppure WindTre per rifugiarsi nelle tariffe più convenienti di Fastweb o Vodafone.
Eccoci dunque alla preghiera che ambasciatori e lobbisti di alcuni influenti operatori rivolgono al Garante. Chiedono che il ritorno alla fatturazione mensile non metta nelle mani del cliente anche il diritto di andare via. Queste aziende, quindi, vogliono mettersi al riparo dal rischio che la conferma degli aumenti scateni una fuga dei clienti verso operatori che fossero in grado di rinunciare a lievitazioni dei prezzi. Il Garante, però, non sembra disponibile a concedere questo lasciapassare. Secondo AgCom, il ritorno alle 12 fatture deve conservare il diritto di recesso in capo alle famiglie, qualora gli aumenti siano confermati. Non solo. L’AgCom valuta anche le strade utili a inasprire le sanzioni contro i quattro operatori sotto accusa (Telecom, Vodafone, WindTre, Fastweb). Al momento, il Codice autorizza multe per soli 580 mila euro. L’ultima legge sulla Concorrenza permette di raddoppiare l’importo fino a 1,16 milioni. Comunque basso.
Ma adesso il Garante vuole applicare questa cifra (1,16 milioni) a ogni singola offerta degli operatori abbia adottato una fatturazione a 28 giorni, dunque irregolare. Una sanzione da 1,16 milioni per ogni offerta scaricherebbe sugli operatori un “colpo” più consistente.

Aldo Fontanarosa

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