Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Collocati i BTp ma lo spread risale

di Laura Serafini

Il ministero dell'Economia supera la prova della prima asta dei BTp dopo il triplice declassamento del rating dell'Italia da parte di S&P's, Moody's e Fitch. Sulla tranche di buoni pluriennali con scadenza a 5 anni è stato spuntato un rendimento in modesto calo, dello 0,28%, rispetto alla precedente asta di settembre – come già accaduto con l'asta dei Bot di martedì – con una domanda comunque buona: 4,7 miliardi su 2,5 miliardi offerti. Nel complesso sono stati collocati 6,1 miliardi di titoli su una richiesta per 9,1 miliardi, includendo anche buoni con scadenza a dieci anni(con vita residua a 7 e 10 anni )e 15 anni. Il BTp con vita residua 7 anni ha spuntato un rendimento del 5,62%; il decennale 5,77% e il 15 anni 6,34 per cento. Nonostante la flessione del tasso fissato sulla scadenza a 5 anni, va rimarcato che il costo della raccolta per i titoli dello Stato italiano continua ad essere decisamente molto alto.

Del resto, il buon esito dell'operazione può essere attribuito più alla capacità ormai rodata dei tecnici del ministero di gestire le aste piuttosto che alla buona disposizione degli investitori. La decisione di collocare tranche di BTp a 7, 10 e 15 off-the-run (dunque ormai fuori dai piani di emissioni) è stata abilmente adottata per intercettare una domanda specifica sul mercato, in particolare sul BTp a 15 anni che altrimenti difficilmente avrebbe trovato una richiesta.

Il collocamento dei titoli, in ogni caso, è andato in onda mentre sul mercato il pessimismo stava montando di ora in ora: piazza Affari ha cominciato la sua caduta, mentre lo spread tra BTp a 10 anni e Bund di eguale durata si è riaperto, superando quota 370 punti. Ma ancora peggiore è il dato sull'andamento del rendimento del BTp decennale, cartina di tornasole del fatto che un clima di tempesta sta tornando sull'Italia: il tasso è salito vertiginosamente in mattinata toccando 5,86%, un livello che si era visto nel pieno della bufera di inizio agosto e prima che la Banca centrale europea cominciasse a comprare sul mercato secondario titoli di Stato italiani e spagnoli. Con la differenza, però, che ieri la Bce ha continuato a comprare BTp decennali a piene mani. Non più tardi di mercoledì il governatore Draghi, aveva messo in guardia sul rischio che il progressivo aumento dei rendimenti dei titoli di Stato possa portare a una spirale del debito pubblico ingovernabile.

Il nervosismo degli investitori per lo spettacolo fornito in questi giorni dalla politica italiana – giudicata incapace di esprimere un programma serio di rilancio ma anche di rinnovarsi – è sempre più palpabile. Contestualmente all'asta ieri si è svolto discorso del premier italiano a Montecitorio in vista del voto di fiducia. Ma i problemi domestici dell'Italia si sommano alle preoccupazioni sull'effetto-domino che può innescare una soluzione non convincente della questione greca: in Europa si discute e ci si divide sull'entità dell'haircut (taglio del valore nominale) che dovranno subire le banche sui crediti verso la Grecia e su chi dovrà ricapitalizzare gli istituti di crediti, se i singoli governi oppure un Efsf con capacità di leva. Ma proprio mentre si discuteva di questo, sempre ieri la Bce nel bollettino mensile metteva in guardia su come il ricorso alla partecipazione del settore privato – ovvero le banche – al salvataggio di «un singolo Stato membro potrebbe mettere a repentaglio la stabilità finanziaria dell'intera area valutaria». Ieri anche lo spread tra Bonos spagnoli e i titoli tedeschi è tornato ad avvicinarsi a quota 310 punti, mentre il rendimento dei Bund a 10 anni ha ripreso a scendere sotto il 2,1 per cento.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Colpo di scena sui contenziosi del Montepaschi. La banca senese, con delibera unanime del cda presa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un percorso virtuoso richiesto alle aziende per limitare gli impatti sociali e occupazionali della ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Su Quota 102-104, l’ipotesi del Mef per evitare un ritorno immediato alla legge Fornero con uno s...

Oggi sulla stampa