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Collegi sindacali responsabili

Nei collegi sindacali con funzione di revisione legale dei conti, l’obbligo delle comunicazioni relative ad irregolarità sull’utilizzo del contante riguarda l’organo di controllo e non il singolo componente dello stesso. La contabilità semplificata esime il commercialista da ogni obbligo di comunicazione in merito alle irregolarità sui contanti dei propri clienti. Nessuno sconto, invece, per i protestati i pignorati ed i falliti i quali dovranno rispettare le regole generali in merito alle transazioni in contanti.

Sono questi, secondo quanto risulta ad Italia Oggi, alcuni orientamenti del Ministero delle finanze in merito alla concreta applicazione degli artt. 49 e 51 del d.lgs 231/07 (si veda ItaliaOggi di ieri).

Ruolo del collegio sindacale in merito alle irregolarità sui contanti

Secondo l’orientamento ministeriale, la comunicazione delle irregolarità per operazioni in contanti poste in essere dalla società controllata debbono essere eseguite dal collegio sindacale attraverso il proprio presidente, delegato ad esprimere la volontà dell’organo.

Il sindaco che intenda esprimere il proprio dissenso avrà il diritto di farlo iscrivere a verbale, indicando i motivi del dissenso, con facoltà di riferire agli organi aziendali rispetto alla maggioranza del collegio. Per quanto sopra, il sindaco di minoranza che metta a verbale la volontà di effettuare la comunicazione e di non averla potuta effettuare per l’opposta volontà della maggioranza, non potrà esser suscettibile di sanzione, sanzione che, ricordiamo è al minimo di 3.000 euro.

 

Contabilità semplificata

La tenuta della contabilità ordinaria rappresenta una delle situazioni di maggior rischio per i professionisti di area economico contabile, in quanto potrebbero verificarsi pagamenti di fatture in contanti, in unica soluzione, per importi pari o superiori a 1.000 euro, finanziamenti soci o distribuzione di utili ultrasoglia che farebbero nascere l’obbligo di comunicare alle Ragionerie Territoriali dello Stato l’irregolarità riscontrata. Ebbene, tali situazioni (giustamente), secondo il Mef non riguardano le contabilità cd. “semplificate”. In esse, in altri termini, non evidenziandosi alcun pagamento finanziario da registrare contabilmente, non si darà luogo ad alcun obbligo e quindi non si configurerà alcuna sanzionabilità in capo al professionista.

Protestati, pignorati e falliti

Nonostante gli istituti di credito non aprano conti correnti a soggetti falliti, o che abbiano subito un protesto od un pignoramento, il Mef ritiene che non sussista per tali soggetti alcuna deroga alle norme sulla tracciabilità dei pagamenti. Questi, quindi, debbono provvedere ai pagamenti ed agli incassi ultra soglia attraverso l’utilizzo di strumenti che consentano la tracciabilità come, ad esempio, le carte prepagate.

Obblighi antiriciclaggio per amministratori

In merito agli obblighi antiriciclaggio degli amministratori di società viene chiarito che, ai sensi dell’art. 12, comma 1, lett. c), del d.lgs. 231/07 l’obbligo non riguarda tutti gli amministratori professionisti, ma esclusivamente i notai e gli avvocati che (ordinamenti professionali permettendo) svolgano professionalmente costituzione, gestione o amministrazione di società.

Altri chiarimenti

Nell’ambito delle movimentazioni di contanti a bordo delle imbarcazioni, sia il raccomandatario marittimo che il comandante della nave devono rispettare le disposizioni di cui all’art. 49 del d.lgs 231/07. Ne deriva che, anche in questi contesti, le movimentazioni di denaro contante ultra soglia devono avvenire attraverso strumenti di pagamento che ne assicurino la tracciabilità.

La stessa norma vale anche all’interno dei ristoranti, allorquando un soggetto, incaricato da una comitiva di pagare il conto, raccogliendo le singole quote, lo faccia cumulando importi pari o superiori nel complesso a 1.000 euro, ed esiga una unica ricevuta. Anche tale pagamento cumulativo costituisce violazione dell’art. 49 del d.lgs 231/07.

Di contro, appare ammissibile che durante l’anno in una società di persone i soci prelevino acconti sugli utili in rate mensili, purchè inferiori ai 1000 euro. Ciò anche qualora tale procedura si ripeta con costanza ogni mese. In altri termini, appaiono leciti prelievi, ad esempio di 800 euro, attraverso dodici acconti mensili, per un totale annuo di euro 9.600 per ciascun socio.

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