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Collegi, focus sulle perdite e i tempi di ricapitalizzazione

Particolare attenzione sulle perdite e sui tempi di ricapitalizzazione. È questa una delle vicende poste in risalto dalle nuove norme di comportamento del collegio sindacale, in consultazione sul sito del Cndcec (si veda ItaliaOggi del 6/3/2015).

Una delle funzioni più delicate per il collegio sindacale è quella che concerne le perdite della società. Dalla ritardata segnalazione e copertura delle stesse, peraltro, la giurisprudenza pressoché unanime fa scaturire specifiche responsabilità anche per i sindaci (Si veda Cass. 23233/13- Trib. Milano 3/2/2010).In virtù di ciò le nuove norme pongono particolare attenzione alle valutazioni richieste al collegio sindacale dall’art. 2446 c.c.

In primo luogo si evidenzia che, nel formulare le proprie osservazioni, il collegio si basi sui dati a esso forniti dagli amministratori o avvalendosi dello scambio di informazioni con il revisore legale. Si ritiene inoltre che le osservazioni (non disciplinate dalla legge) dovrebbero riguardare non solo i dati di bilancio, ma anche le analisi e le proposte che risultano dalla relazione degli amministratori (per esempio in merito alle ragioni temporanee o permanenti della stessa), mentre non è configurabile una vera e propria revisione legale sulla situazione patrimoniale, revisione non prevista da alcuna norma di legge. In ogni caso il collegio, compatibilmente al tempo a disposizione dovrà porre in essere una serie di controlli per valutare la correttezza dei criteri di valutazione adottati dagli amministratori, anche ricorrendo a tecniche di campionamento.

In merito alla copertura perdite, peraltro, recependo la massima 122 del notariato di Milano (del 18/10/2011) si ritiene plausibile, anche nell’ottica del collegio sindacale, se i soci concordano a riguardo, che la stessa possa essere coperta attraverso una ricapitalizzazione pari al triplo della perdita accertata senza provvedere a un preventivo abbattimento del capitale, stante la mancata dannosità nei confronti dei terzi e della società, di detta procedura .

Circa le srl la situazione di cui all’art. 2482-bis c.c., comma 2, non brilla per chiarezza in merito al soggetto chiamato a porre in essere osservazioni sulle perdite. Le nuove norme provano a dare una interpretazione ragionevole su ruoli e adempimenti in merito a dette osservazioni. A riguardo si distingue la situazione in cui nella società sia presente un collegio sindacale o un sindaco unico rispetto a quelle in cui l’attività di controllo sia esercitata dal solo revisore. Nel primo caso, anche in presenza di un revisore esterno le considerazioni sulle perdite spetteranno all’organo endosocietario (pluripersonale o monocratico), mentre nel caso di presenza del solo revisore l’incombenza non potrà che essere assolta da quest’ultimo.

 

Termini per la ricapitalizzazione. Una situazione critica nell’ambito della ricapitalizzazione di perdite che abbiano portato il capitale sociale al di sotto dei limiti sociali per il tipo societario riguarda i tempi richiesti ai soci per sottoscrivere la delibera di aumento, tempistica sulla quale è più volte intervenuta la Cassazione (Cass. 12/7/2007 n. 15614; Cass. 14/4/2006 n. 8874). Sul tema, le norme di comportamento chiedono ai sindaci di vigilare a che detta sottoscrizione avvenga entro i termini per l’esercizio del diritto di opzione o di preferenza accordato ai soci sull’inoptato o, infine per quello eventualmente fissato per la sottoscrizione di azioni di nuova emissione da parte di terzi.

In definitiva, obiettivo del collegio sindacale è quello di verificare che , l’aumento del capitale non si trasformi in una indebita dilazione della copertura delle perdite con conseguenti danni ulteriori per società e terzi. Il collegio liquidazione della società nel caso in cui la ricapitalizzazione obbligatoria della società non avvenga entro termini, ragionevolmente brevi.

Liquidazione delle società

Nel caso di sopravvenuta causa di liquidazione della società, qualora gli amministratori non intervengano per segnalare detta circostanza al registro imprese, l’art. 2485 c.c. chiede che l’apposita istanza venga effettuata dai sindaci. Tale istanza andrà tuttavia presentata solo nel caso in cui non esistano dubbi sulla intervenuta causa di liquidazione. In proposito, l’onere spetta in prima analisi al collegio sindacale quale organo collegiale. Tuttavia, anche sulla base di una interpretazione letterale dell’articolo (che fa riferimento ai sindaci e non al collegio) le nuove norme prevedono che, in caso di disaccordo la richiesta di liquidazione al tribunale potrà essere proposta dai singoli sindaci.

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