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Collecchio dovrà risarcire Citibank

La storia infinita dei risarcimenti della Parmalat segna un nuovo step con la decisione della Corte di Appello di Bologna di riconoscere in Italia la sentenza del 2008 della Superior Court del New Jersey a favore di Citibank. Sei anni fa la Corte statunitense aveva condannato la Parmalat a un risarcimento di 364,2 milioni di dollari (oggi diventati 431 milioni), un risultato ben diverso da quello che a suo tempo aveva chiesto l’allora commissario straordinario Enrico Bondi che dopo il crack del gruppo di Collecchio nei confronti dell’istituto americano aveva avviato una causa legale per 2,2 miliardi di dollari. Il Tribunale Usa aveva rigettato integralmente la richiesta di risarcimento della Parmalat e aveva invece accolto le domande riconvenzionali di Citibank (assistita da Clifford Chance) contro Parmalat per truffa, false rappresentazioni fornite colposamente e distrazione.
I tempi della giustizia sono infiniti e nonostante siano trascorsi 11 anni, la Parmalat è passata ai francesi della Lactalis e Bondi ora si occupa d’altro, quei milioni prima o poi dovranno essere risarciti. Parmalat, intanto, ha già detto che ricorrerà in Cassazione contro la decisione della Corte di Appello nei confronti di Parmalat spa, Parmalat Finanziaria spa ed altre otto società del gruppo Parmalat, tra cui la famosa Buco Nero spa e la condanna a risarcire Citibank per 431 milioni di dollari.
Intanto fonti vicine alla Parmalat fanno sapere che «La Corte d’Appello, nel procedimento di delibazione, ha semplicemente dichiarato che la sentenza americana ha efficacia in Italia, senza entrare nel merito. Le valutazioni di merito potranno essere svolte dal giudice fallimentare nell’ambito di un giudizio ordinario di insinuazione tardiva». Nel ribadire di volere ricorrere in Cassazione, le stesse fonti hanno aggiunto che «ai sensi del concordato, il riconoscimento del credito eventualmente ammesso avverrà solo in presenza di una sentenza passata in giudicato e sarà effettuato mediante assegnazione di azioni Parmalat secondo le percentuali concordatarie, come già prudenzialmente accantonate».
Il tribunale fallimentare che dovrà dare le valutazione di merito è quello di Parma ed è lo stesso che aveva ammesso Citibank al passivo di Parmalat per 436 milioni di euro di cui sono stati recuperati 149 milioni di euro, una volta applicati i recovery ratio sulla base del concordato fallimentare.Anche in questo caso, quando il Tribunale avrà dato il suo assenso, Citibank riceverà come risarcimento azioni Parmalat sulla base dei recovery ratio previsti dal concordato per ciascuna delle società nei confronti delle quali si era agito in sede legale.

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