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Collaboratori a progetto, al via le richieste per l’una tantum

Conto alla rovescia per le richieste della nuova «indennità di disoccupazione» per i collaboratori a progetto. Scade a fine anno il primo appuntamento con la c.d. una tantum, introdotta dalla riforma Fornero a favore dei co.co.pro. che restino privi di occupazione. Sono interessati i collaboratori che nel 2012 hanno operato in regime di mono-committenza, conseguendo un reddito lordo ai fini Irpef non superiore a 20 mila euro, e che siano rimasti disoccupati per almeno due mesi. Le domande si presentano entro il prossimo 31 dicembre e conviene premunirsi per tempo perché la disciplina è di scarsa semplicità.

Chi ne può beneficiare. La nuova indennità, introdotta come detto dal 1° gennaio 2013 dalla legge n. 92/2012 (la riforma Fornero) si rivolge esclusivamente «ai collaboratori coordinati e continuativi a progetto» (sono esclusi, quindi, le collaborazioni esonerate dal progetto come di dottorandi di ricerca con borsa o gli assegnisti di ricerca; le collaborazioni con le pubbliche amministrazioni – si veda altro articolo in altra pagina), non titolari di reddito di lavoro autonomo (sono esclusi, cioè, i titolari di partita Iva, che presentino due principali presupposti:

1) risultino iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps;

2) soddisfino «in via congiunta» (cioè contemporaneamente tutti) una serie di requisiti.

Il primo presupposto, relativo all’iscrizione in via esclusiva alla gestione separata Inps, esclude dal novero dei beneficiari i soggetti assicurati presso altre casse previdenziali, quelli che siano già titolari di pensione e quelli assicurati anche presso altre forme pensionistiche obbligatorie. Ai fini della verifica del presupposto serve verificare l’aliquota di contribuzione pagata all’Inps: i co.co.pro. iscritti in via esclusiva versano la misura piena che, per l’anno 2013, è pari a 27,72%, ossia il 27% per la pensione più l’aliquota aggiuntiva dello 0,72% destinata al finanziamento della tutela relativa alla maternità e al congedo parentale, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera e alla malattia.

Requisiti e condizioni. Il secondo presupposto, come accennato, richiede che i collaboratori a progetto soddisfino «in via congiunta», cioè tutti insieme, alcuni requisiti i quali «temporalmente» fanno riferimento a due periodi:

 

  • «anno di riferimento» per il quale si deve intendere l’anno in cui il collaboratore presenta (o meglio intende presentare) la domanda per l’indennità una tantum; 
  • «anno precedente» per il quale deve intendersi solo ed esclusivamente l’anno solare immediatamente precedente quello di «riferimento».In relazione alla prossima scadenza, pertanto:

     

  • l’anno di riferimento è l’anno corrente, ossia il 2013; 
  • l’anno precedente è l’anno 2012.Il secondo presupposto, come visto in precedenza, richiede che i collaboratori a progetto soddisfino contemporaneamente i seguenti requisiti:

    a) aver operato, nel corso dell’anno 2012, in regime di mono-committenza; tale regime, ha spiegato l’Inps (circolare n. 38/2013) deve essere garantito con lo stesso committente per tutto l’anno 2012. In particolare, la mono-committenza sussiste anche se nel corso del 2012 il lavoratore abbia avuto più rapporti di collaborazione purché con lo stesso committente;

    b) aver conseguito nell’anno 2012 un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore a 20 mila euro (limite annualmente rivalutato); per «reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale», ha spiegato l’Inps (circolare n. 38/2013) si deve intendere il reddito lordo conseguito in qualità di collaboratore coordinato e continuativo;

    c) aver accreditato presso la gestione separata Inps nell’anno 2013 un numero di mensilità non inferiore a uno;

    d) avere avuto un periodo di disoccupazione (art. 1, comma 2, lett. c, del dlgs n. 181/2000) ininterrotto di almeno due mesi nell’anno 2012. Attenzione: si tratta dello «status» di disoccupazione, ossia della «condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti», il quale deve essere comprovato dalla presentazione dell’interessato presso il servizio per l’impiego del suo domicilio, accompagnata da una dichiarazione che attesti l’eventuale attività lavorativa precedentemente svolta, nonché l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. Tuttavia l’Inps, considerando che l’una tantum è in vigore dal 1° gennaio 2013 e che la precedente disciplina non richiedeva tale stato di disoccupazione, sulla base di un indirizzo ministeriale ha stabilito che solo ed esclusivamente nella domanda da presentarsi nel 2013 il richiedente può dichiarare l’assenza di contratto di lavoro per un periodo ininterrotto di almeno due mesi nell’anno 2012.

    e) avere accreditate nell’anno 2012 almeno tre mensilità presso la gestione separata Inps (tale limite salirà a quattro mensilità dall’anno 2016).

    La domanda. La domanda deve essere presentata entro il 31 dicembre prossimo e può essere presentata anche se il collaboratore risulti occupato (cioè in costanza del rapporto di lavoro). Attenzione. Se, però, il requisito di contribuzione nell’anno di richiesta dell’una tantum (pari a un mese almeno) viene maturato nel mese di dicembre 2013, la domanda potrà essere presentata entro il 31 gennaio 2014.

    Attenzione ai requisiti «contributivi». Per quanto riguarda i requisiti degli accrediti contributivi nella gestione separata l’Inps ha precisato di considerare utili, per l’erogazione dell’indennità una tantum, i contributi effettivi con l’ulteriore precisazione che i contributi figurativi dell’indennità di maternità relativi al periodo di astensione obbligatoria nei rapporti di collaborazione, essendo equiparati alla contribuzione effettiva da lavoro, sono considerati utili. Inoltre non si possono considerare nemmeno i contributi versati alla gestione separata in virtù di una collaborazione con una pubblica amministrazione (si veda altro articolo in altra pagina).

    Oltre questo va poi considerato il particolare meccanismo di «accredito» che vige per gli iscritti alla gestione separata e derivante dall’assenza di un «minimale» per il pagamento dei contributi. Infatti, per tali lavoratori, il minimale (che è lo stesso degli artigiani e commercianti) opera solo ai fini dell’accredito dei contributi e non anche ai fini del versamento dei contributi; di conseguenza succede che:

     

  • se nell’anno è stato conseguito un reddito almeno pari a quello minimale, il lavoratore ha diritto all’accredito contributivo completo (cioè per 12 mesi); 
  • in caso contrario i mesi di accredito sono ridotti in proporzione.Nello specifico, i minimali di riferimento per l’accredito sono: euro 14.930 per l’anno 2012 ed euro 15.357 per l’anno 2013.

    Quanto vale l’una tantum. L’importo dell’una tantum è pari al 5% (7% nel triennio 2013/2015) del minimale annuo di reddito di artigiani e commercianti (art. 1, comma 3, legge n. 233/1990), moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione. La prestazione è liquidata in un’unica soluzione se l’importo della prestazione è pari o inferiore a 1.000 euro; in importi mensili pari o inferiori a 1.000 euro se l’importo della prestazione è superiore a 1.000 euro. Ad esempio per un importo una tantum di 2.400 euro, verranno erogati un primo importo mensile di 1.000 euro, poi un secondo importo mensile sempre di 1.000 euro e infine un terzo importo mensile di 400 euro (si veda tabella in altro articolo in altra pagina).

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