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Colf, baby sitter e badanti «doc» con il patentino delle competenze

Patentino per colf, badanti e baby sitter in dirittura d’arrivo. Entro l’autunno dovrebbe vedere il traguardo, infatti, il percorso di accreditamento di Ebincolf (l’ente bilaterale dei datori di lavoro domestico e dei collaboratori familiari) come organismo certificatore delle competenze previste dalla norma Uni 11766 del 12 dicembre 2019. In pratica, con l’accreditamento, sarà possibile per Ebincolf cominciare a organizzare gli esami per rilasciare il cosiddetto patentino.

L’obiettivo è accrescere la qualificazione e le competenze dei lavoratori domestici (che sono circa due milioni, 920mila dei quali in regola), in un contesto caratterizzato dall’invecchiamento progressivo della popolazione e da un forte investimento di fondi europei, dal 2021 al 2026, nel potenziamento dell’assistenza domiciliare pubblica per gli anziani e per le persone non autosufficienti (il Pnrr destina a questo scopo 3,3 miliardi).

Per accedere all’esame e guadagnare la certificazione Uni, colf, badanti e baby sitter dovranno avere una conoscenza di base della lingua italiana, aver frequentato un corso di formazione negli ultimi tre anni e aver lavorato in regola nell’assistenza familiare per almeno 12 mesi.

Il percorso formativo deve essere di almeno 40 ore per le colf e di 64 per baby sitter e per badanti.

Dal 1° ottobre 2021, poi, scatta l’indennità in busta paga da 8 a 10 euro al mese prevista dal nuovo contratto collettivo dei lavoratori domestici (articolo 34), proprio per chi avrà il patentino Uni.

«La decorrenza dal 1° ottobre della nuova indennità per i lavoratori domestici con la certificazione delle competenze – spiega Lorenzo Gasparrini, presidente di Ebincolf e segretario generale di Domina – era la nostra scadenza per essere pronti con gli esami finalizzati alla certificazione Uni. L’accreditamento di Ebincolf è slittato di qualche mese rispetto al previsto – continua – anche a causa della pandemia, ma confidiamo di arrivare pronti alla scadenza di ottobre».

I corsi di formazione saranno gratuiti, probabilmente ci sarà da versare una somma per l’esame, come diritti di segreteria (ancora non é stata definita).

«Direi che trovare una brava badante, oggi, è come trovare un top manager – sottolinea Filippo Breccia Fratadocchi, vicepresidente dell’associazione datoriale Nuova Collaborazione, attiva dal 1969 – sia in termini di competenze richieste, sia per la fiducia necessaria, quando le famiglie affidano a queste persone i parenti più fragili».

Nuova collaborazione ha creato anche un portale ad hoc (http://ncformazionelavoro.it/) per mettere in contatto le famiglie alla ricerca di personale domestico e i lavoratori.

«L’obiettivo della certificazione Uni per il personale domestico – spiega Alessandro Lupi, vicepresidente dell’associazione datoriale Assindatcolf – è quello di innalzare progressivamente le competenze degli assistenti familiari, in modo che l’occupazione in questo settore diventi un’alternativa ricercata dai lavoratori e non un ripiego o un primo impiego per categorie meno tutelate».

Il numero dei lavoratori domestici censiti dall’Inps nel 2020 è arrivato a 920.722, in crescita del 7,5% rispetto al 2019. La platea fotografata dall’Istituto non comprende ancora tutti i 177mila lavoratori domestici stranieri per i quali è stata presentata domanda di emersione con la sanatoria 2020, che ancora è in fase di completamento. A far crescere il numero dei lavoratori in regola sono state anche le restrizioni legate al Covid: durante il lockdown del 2020, per lavorare presso le famiglie era necessario poter certificare il proprio rapporto di lavoro. I lavoratori domestici di nazionalità italiana sono il 31% di quelli in regola.

Dalle elaborazioni Domina e Fondazione Leone Moressa per Il Sole 24 Ore del Lunedì emerge che le badanti sono aumentate del 41% negli ultimi nove anni, a quota 437.663. Tra le colf, le lavoratrici italiane sono arrivate al 35%: erano il 24% nel 2011.

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