Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Colao: rete veloce, ritardo intollerabile

«Non possiamo permetterci di rimanere in una situazione di lunga attesa, che rischia di condizionare i piani, e quindi i tempi, di copertura delle reti a banda ultra larga finanziati anche con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza». Vittorio Colao torna a chiedere un’accelerazione sui piani per la banda ultralarga. «Come ho già avuto modo di dire c’è un forte e non più tollerabile ritardo nel processo di infrastrutturazione del Paese» ha ribadito ieri il ministro dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale al question time alla Camera. «L’ambizione del Governo — ha spiegato Colao — è di portare connessioni ad 1 Giga su tutto il territorio nazionale entro il 2026. Per fare questo è necessario agire sul fronte dell’offerta, e quindi dell’infrastrutturazione, e sulla domanda, cioè sull’effettivo utilizzo dei servizi».

La rete unica resta uno dei passaggi chiave per accelerare la copertura del Paese. «Dalla cosiddetta ”operazione rete unica” — ha evidenziato Colao riferendosi al piano di integrazione tra la rete che Tim ha trasferito a FiberCop e Open Fiber —, scaturirebbero effetti che possono incidere sui tempi e sulle modalità di sviluppo degli interventi relativi alla banda ultra larga. Poiché si tratta di un intervento cruciale per assicurare la modernizzazione del Paese, la coesione sociale e l’inclusione — ha aggiunto il ministro —, è necessario giungere, nel più breve tempo possibile, a una soluzione idonea». Nelle prossime settimane potrebbe esserci qualche schiarita. Ieri Tim ha nominato il nuovo consiglio, confermando il presidente Salvatore Rossi e l’amministratore delegato, Luigi Gubitosi. Nel board è entrato Giovanni Gorno Tempini, presidente della Cdp che ha il 10% di Tim e il 50% di Open Fiber, e questo lascerebbe supporre una possibile accelerazione sulla rete unica.

Resta sempre il nodo dell’altro 50% in mano all’Enel, che ancora non ha sciolto le riserve sull’offerta di Macquarie per la quota. Il governo, ha detto Colao, sta «procedendo ad una valutazione della situazione» al fine di «avviare i piani di investimento per recuperare i ritardi accumulati e traguardare gli obiettivi europei». Per arrivarci il governo non trascurerà nessuna soluzione. «Va rivisto il modello seguito fino ad oggi facendo della neutralità tecnologica il principio guida nella definizione di politiche e strategie per lo sviluppo della banda ultralarga» ha spiegato il ministro dell’Innovazione tecnologica, chiarendo che, per esempio, nelle cosidette “aree grigie” «Infratel avvierà una consultazione con gli operatori sui piani di sviluppo delle reti ad altissima velocità per procedere poi con le gare, lasciando gli operatori liberi di competere sulla tecnologia: fibra o radio, incluso il 5G».

Allo sviluppo dell’infrastruttura è legato il processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, «una priorità di questo governo» ha ricordato Colao. «Stiamo definendo una serie di azioni che vadano, da un lato a facilitare l’accesso ai servizi e, dall’altro, a rafforzare le competenze digitali dei cittadini. Attraverso il Pnrr puntiamo ad agire su entrambi questi aspetti» ha spiegato il ministro, mettendo l’accento anche sull’importanza della sicurezza delle reti, dato che oggi «circa il 95% delle infrastrutture dati della Pubblica amministrazione è privo dei requisiti minimi di sicurezza e affidabilità necessari per fornire servizi e gestire dati».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa