Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Coinbase trionfa in Borsa il debutto vale 100 miliardi

La Borsa dei Bitcoin si è quotata in Borsa, e vale 100 miliardi di dollari. Ieri è stato il giorno dell’atteso debutto al Nasdaq per Coinbase, la più grande Borsa specializzata nelle transazioni in criptovalute. La società ha scelto la formula della quotazione diretta, che a differenza dei collocamenti detti “Initial Public Offering” (Ipo) non richiede l’intermediazione di banche d’investimento e quindi costa molto meno. Il successo era scontato, ma è stato comunque notevole: rispetto al prezzo di riferimento indicato prima dell’apertura, a 250 dollari per azione, il titolo ha aperto a quota 380 e poi è salito in pochi minuti attorno ai 400, ripiegando infine a 331.
Coinbase è a sua volta una piattaforma di transazioni, specializzata nello scambio di 50 criptovalute di cui la più importante è ovviamente Bitcoin. La società ha circa mille dipendenti e 56 milioni di clienti in un centinaio di Paesi. L’approdo al Nasdaq è un passo in più verso la legittimazione delle criptomonete, che per una lunga parte della loro esistenza erano rimaste ai margini della finanza globale, circondate da sospetti. La fortuna di Coinbase è strettamente legata a quella di Bitcoin, spesso le valutazioni della criptomoneta e quelle della sua Borsa si muovono in sintonia. Nel 2019, annata negativa per il valore delle criptovalute, fu segnata da perdite di 31 milioni di dollari per Coinbase. Il 2020 invece ha visto un bilancio in nero con 322 milioni di profitti, e nel primo trimestre del 2021 Coinbase ha già messo a segno più di 700 milioni di utili. A sua volta la criptovaluta Bitcoin ha subito una fiammata al rialzo proprio alla vigilia dell’ingresso in Borsa di Coinbase: ha raggiunto il valore record di 64.829 dollari.
Il fondatore di Coinbase, il 38enne Brian Armstrong, dopo la quotazione di ieri vede la sua quota del 20% valutata a 20 miliardi di dollari, il che lo inserisce nell’elenco Forbes dei cento miliardari più ricchi del mondo. Armstrong fu uno dei precursori nell’abbracciare le criptovalute, la sua vocazione è di popolarizzarle e renderle accessibili alle masse dei piccoli risparmiatori. Condivide l’approccio ideologico dei pionieri, che nelle criptomonete cercano una liberazione dai controlli delle Banche centrali e dal monopolio statale della circolazione monetaria. Già nel 2012 Armstrong sognava un’infrastruttura planetaria per gestire un mercato di scambi delle criptovalute da mille miliardi di dollari al giorno.
Paradossalmente, però, proprio quando i pionieri e i ribelli vengono consacrati dal mercato dei capitali, i governi si preparano a invadere il loro mestiere e quindi a intaccarne i principi anarco-libertari. Dalla Federal Reserve alla Bce, tutte le maggiori banche centrali hanno allo studio progetti per la creazione delle loro criptovalute. La più avanzata di tutte sembra essere la Banca centrale cinese. Pechino si propone di dare al suo cripto-yuan delle garanzie di stabilità e sicurezza che Bitcoin non può dare. Al tempo stesso, il lancio di uno strumento monetario simile aumenterebbe la capacità del governo cine se di controllare la popolazione. La tracciabilità di una cripto-moneta è totale; in questo senso il cripto- yuan nega un principio di Bitcoin che è l’anonimato dell’utente.
A Washington fa paura l’ambizione esplicita di Pechino di lanciarlo come una valuta globale, per offrire un’alternativa al dollaro. Questo fra l’altro ridurrebbe l’efficacia delle sanzioni americane, legata in prevalenza al ruolo del dollaro nel sistema internazionale dei pagamenti. Xi Jinping nel 2020 ha affermato il suo obiettivo: deve essere la Cina a stabilire le regole mondiali nelle criptovalute, così come fu l’America nel 1944 a creare le regole del sistema monetario post-bellico. La Cina è un terreno fertile per questo tipo d’innovazione: le sue app di pagamento digitale su smartphone come Alipay di Alibaba e WeChat, sono molto più diffuse di quanto lo sia in America un sistema equivalente come Apple Pay. Ma queste sono solo tecnologie che spostano la moneta tradizionale in modo elettronico. Il salto verso la criptovaluta significa trasformare la moneta stessa in un codice informatico.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ancora un semestre di transizione per il gruppo Enel. La società leader del settore energia - nonc...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo un anno di trattative Unicredit, con accelerazione da pochi attesa, irrompe verso l’acquisiz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A un certo punto della trattativa a un ministro dei 5 Stelle scappa detto che «qui crolla tutto»....

Oggi sulla stampa