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Codici fiscali, operazione pulizia

di Cristina Bartelli  

Grandi pulizie in vista per i codici fiscali. È infatti in arrivo una convenzione tra l'associazione bancaria italiana (Abi) e l'Agenzia dell'entrate per un controllo incrociato tra i dati in possesso degli istituti di credito e l'anagrafe tributaria.

L'obiettivo del controllo incrociato è fare sparire i codici fiscali che presentano errori, duplicazioni o che risultano essere sconosciuti al fisco. Un fenomeno tutt'altro che limitato e che ha visto nel tempo l'aumento di probabilità di errore sia a causa dei sistemi che autogenerano i codici fiscali sia per la presenza di imprese o persone fisiche straniere, per le quali risulta più complicato, viste le difficoltà di traslitterazione, generare codici fiscali pensati per nomi e cognomi italiani. Sono queste alcune delle novità su cui sta ragionando l'Agenzia delle entrate e che sono emerse ieri durante un convegno a Milano, organizzato da Afin, Associazione finanziaria italiane presieduta da Paolo Livi. I tecnici dell'amministrazione finanziaria sono dunque al lavoro per dare attuazione, anche se i tempi non saranno rapidi, all'articolo 38 sesto comma del dl 78/2010 (manovra d'estate) che ha previsto la possibilità anche per i soggetti privati, tramite convenzione con l'Agenzia delle entrate, di verificare e certificare codice fiscale e dati anagrafici dei contribuenti contenuti nell'anagrafe tributaria.

Di più la manovra, all'articolo 34, prevede ulteriormente per le imprese estere che aprono un rapporto con gli operatori finanziari l'obbligo di indicazione del codice fiscale. In questo senso l'input che arriva dall'amministrazione agli intermediari e di provvedere presso gli uffici locali dell'agenzia dell'entrate a munirsi del codice fiscale della società estera anche senza delega espressa dell'interessato. In questo caso gli uffici di via Cristoforo Colombo hanno diramato istruzioni alle sedi locali per uniformare le procedure e le richieste di rilascio dei codici fiscali agli stranieri.

Nel caso delle persone fisiche il modello da richiedere è il modulo AA4/7 mentre per le persone giuridiche il modulo, che l'intermediario può richiedere senza delega del non residente, è il AA5/6. In questo caso l'intermediario accanto al modulo dovrà preparare la documentazione che è prevista dalla normativa antiriciclaggio per l'adeguata verifica della clientela (ad esempio atto costitutivo della società). Anche in questo caso il futuro è un canale telematico che dia la possibilità diretta agli intermediari di inviare la richiesta e ricevere, tramite Entratel, il codice fiscale.

Oggi può succedere infatti che allo stesso non residente possono essere attribuiti diversi codici fiscali, vuoi per errori di trascrizione, vuoi perchè si rivolge a due istituti diversi che autogenerano senza controllo un codice fiscale. E a chi ammette di aver inserito codici farlocchi in passato l'invito è provvedere alle rettifiche.

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