Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Codice etico ancora per pochi

Dovrebbero essere uno strumento di qualità ed etica nel rapporto con il cliente ma pochissimi studi ne sono dotati. «Vale il rimando alle norme deontologiche previste dall’ordinamento forense».

Si contano sulle dita di una mano le grandi law firm estere e italiane dotate di un codice deontologico ed etico che ne disciplini il business.

Il caso forse più eclatante è Simmon & Simmon che, adottato 5 anni fa, ne ha fatto addirittura uno strumento di misurazione dei risultati e della crescita dei propri professionisti. «I professionisti sono valutati non solo in base alle performance lavorative ma anche in base all’aderenza al nostro codice etico.

Le persone vengono valutate sulla base della disponibilità e capacità a lavorare in team rispettando gli altri e valorizzando le expertise di ciascuno. In questo modo tutti sono portati a creare una cultura di studio che porta a valorizzare i migliori talenti. Ciascun professionista è poi tenuto a dedicare del tempo ad attività di pro bono, un’attività a cui lo studio tiene moltissimo» spiega ad AvvocatiOggi Michele Citarella, country head dello Studio Legale Associato in associazione con Simmons & Simmons Llp. Il codice prevede che ciascun membro dell’organizzazione, i clienti e i fornitori agiscano secondo integrità e nel rispetto delle persone.

«I nostri avvocati sono tenuti ad agire secondo il codice deontologico dell’ordine a cui appartengono, con integrità, indipendenza, fedeltà al cliente, confidenzialità e diligenza.

I nostri soci devono porsi ad esempio per tutti i colleghi nel rispetto del codice etico. Tutti i professionisti e i dipendenti sono tenuti ad assicurare l’integrazione, il rispetto della diversità e la dignità sul luogo di lavoro», ricorda Citarella.

Nella valutazione di un fornitore Simmons & Simmons cerca di favorire chi abbia e applichi i nostri stessi valori. Lo studio cerca di aiutare e contribuire al benessere delle comunità ove opera, di minimizzare l’impatto ambientale del proprio lavoro. Ma non solo. «Lo studio è inoltre un firmatario della United Nations Global Compact dal 09 agosto 2011. Sostiene pienamente i 10 principi del Global Compact dell’Onu in materia di diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione e si impegna a fondare su questi principi le politiche di studio e la propria cultura. Tutti i progressi fatti in ambito Csr sono riportati nella nostra recensione annuale Cr, disponibile a tutti sul sito e in allegato.

In merito all’impatto ambientale, Simmons & Simmons è stata nominata Law Firm of the Year at the BusinessGreen Leaders’ Awards 2011. «In merito ai rapporti sociali, abbiamo delle politiche che favoriscono le pari opportunità e la collaborazione tra le persone indipendentemente da genere, razza, orientamenti sessuali, età, disabilità e credenze religiose. Abbiamo anche una politica che facilità la flessibilità sul lavoro.

Dal 2005 il nostro studio riceve il premio per la diversità di Stonewall (un’importante Istituto benefico)» conclude Citarella.

Discorso analogo per Bird & Bird che ha adottato il proprio codice etico nel corso del 2010. La versione attualmente in vigore è stata da ultimo aggiornata nel dicembre 2012. «In linea con la vocazione marcatamente internazionale dello studio, il Codice si pone come strumento per promuovere l’applicazione dei valori comuni e consolidare il loro rispetto in tutti i paesi ed a tutti i livelli, fungendo da guida tanto nelle scelte strategiche quanto nelle decisioni inerenti al regolare svolgimento dell’attività», spiega Stefano Febbi, partner del dipartimento banking & finance dello studio legale Bird & Bird. «In particolare, il codice esorta i professionisti ad agire con integrità, correttezza e indipendenza nello svolgimento della professione, ponendo particolare enfasi sulla necessità di evitare e prevenire qualsiasi coinvolgimento in pratiche corruttive o che possano comunque implicare la dazione o la ricezione di benefici indebiti. Il codice impone altresì di perseguire sempre il miglior interesse dei clienti, fornendo servizi di alta qualità che soddisfino le loro aspettative. In tale ottica è richiesto a tutti i professionisti di prevenire situazioni di conflitto di interessi, tanto fra clienti diversi quanto tra i clienti e lo studio o singoli avvocati».

Ma non solo. Che rilevanza ha l’adesione al codice etico nella valutazione della performance dei professionisti di studio? «Il rispetto delle norme del codice etico da parte dei professionisti svolge un ruolo determinante non solo nella fase di valutazione della loro performance, ma anche nella scelta dei professionisti stessi al momento del loro ingresso nella partnership», ricorda Febbi. «La decisione di nomina di nuovi soci è, infatti, condizionata all’esperimento di un’accurata due diligence volta ad accertare la piena adesione ai valori ed ai principi etici da parte dell’interessato. Analoga verifica è condotta annualmente nell’ambito del processo di revisione della remunerazione, costituendo espressamente uno dei criteri di valutazione di tutti i professionisti dello Studio.

Con che frequenza è previsto un aggiornamento del codice etico? «In occasione dell’adozione del nuovo codice è stato previsto un aggiornamento su base annuale. Inoltre, le disposizioni del codice saranno rivisitate ogniqualvolta intervengano delle modificazioni rilevanti delle norme e dei codici deontologici in ciascun paese in cui lo studio è insediato», conclude.

Anche Cleary Gottlieb Steen & Hamilton Llp si è caratterizzato per la scelta di dotarsi di un codice etico. «È policy del nostro studio, fin dalla sua fondazione, che tutti i professionisti si attengano alle norme deontologiche ed etiche della giurisdizione in cui praticano. Nei casi vi siano più giurisdizioni coinvolte, è norma dello studio adeguarsi allo standard più elevato tra quelli vigenti nei paesi coinvolti. Nel corso degli anni, e con l’evolversi degli standard etici della professione e dell’ambiente sociale in cui lo studio opera, lo studio ha promulgato una serie di policy e ha adottato una serie di iniziative relative a numerose aree, che coprono tutte le materie tradizionalmente contenute in un code etico, quali per esempio equità e uguaglianza, tutela della persona, riservatezza, rispetto per l’ambiente e attività pro bono e al servizio della comunità. Tali regole interne sono state redatte in diversi documenti, che tuttavia non sono stati raccolti in un unico «codice etico», spiega il partner Roberto Casati.

I principi più rilevanti e ispiratori si richiamano alla storia dello studio. Cleary Gottlieb è stato fondato da affermati avvocati che ambivano all’eccellenza nella professione legale, nel rispetto dei più elevati valori etici e della diversità e individualità dei propri colleghi. Coerentemente con la visione dei nostri fondatori, Cleary Gottlieb è fondato su trasparenza, diversità, individualità e collegialità. In linea con questi principi, lo studio ha da sempre adottato pratiche e iniziative volte a creare un ambiente di lavoro dove non vi sia traccia di alcuna forma di discriminazione, dove il rispetto dei principi di civiltà e dignità vadano di pari passo con l’adozione dei più elevati standard professionali. Lo studio ha ricevuto numerosi riconoscimenti proprio per la reale e concreta messa in pratica di tali principi etici. Per esempio, Morgan Stanley ha premiato il nostro studio come «Most diverse outside counsel» e Coca-Cola ha conferito il proprio premio «Living the Values» a Cleary Gottlieb per l’adozione di iniziative creative e innovative a sostegno della diversity.

The American Lawyer, Vault Guide to the Top 100 Law Firms e MultiCultural Law sono alcune tre le numerose pubblicazioni che premiano regolarmente il nostro studio per il proprio impegno concreto in materia di diversità e integrazione.

Lo studio è stato inoltre recentemente proclamato «Pro Bono Law Firm of the Year» da Law360.

Che rilevanza ha l’adesione al codice nella valutazione della performance dei professionisti di studio? «L’adesione ai valori dello studio, insieme alle capacità intellettuali e professionali, è un elemento fondamentale nella selezione dei nuovi collaboratori e nella loro promozione», conclude Casati.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Gaetano Miccichè lascia il consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup. Il presidente della div...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Se mai ci fosse stato un dubbio, il Csm ha messo nel mirino tutta la situazione che sta incendiando...

Oggi sulla stampa