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Codice ad hoc per la voluntary

Codice ad hoc per la categoria voluntary disclosure sulle segnalazioni delle operazioni sospette antiriciclaggio. L’Unità di informazione finanziaria di Banca d’Italia ha infatti creato il nuovo codice specifico che servirà a classificare con maggior precisione le operazioni di rientro volontario dei capitali introdotte dalla legge del 15 dicembre 2014 n. 186 che presentano elementi di anomalia tali da far scattare il sospetto di legami con il riciclaggio. Questo perchè, come spiegano nella nota di ieri dell’Uif: «come già chiarito dal Ministero dell’economia e delle finanze con la circolare del 9 gennaio 2015, l’approvazione delle norme sulla collaborazione volontaria non ha alcun impatto sull’applicazione della normativa antiriciclaggio». Al fine di gestire in maniera ottimale le segnalazioni della specie, spiega il comunicato Uif, è stato integrato il dominio della «categoria» di segnalazione. valorizzabile dai segnalanti con un nuovo codice di classificazione specifico (codice 004 – Riciclaggio: Voluntary disclosure) che dovrà essere utilizzato per le segnalazioni di operazioni sospette correlate alle «dichiarazioni volontarie». In assenza di eventuali proroghe, il termine ultimo per l’invio delle richieste di dichiarazione dei capitali all’estero resta fermo al 30 settembre.

Voluntary e riciclaggio. L’Uif ha poi ricordato che rimangono dunque inalterati gli obblighi di prevenzione previsti dal dlgs 231/2007. Ai fini del rapporto tra voluntary disclosure e antiriciclaggio, inoltre, era già stato evidenziato che la collaborazione esclude la punibilità per alcuni reati, ma non elimina l’origine illecita delle attività finanziarie regolarizzate.

Infine, conclude il comunicato, resta fermo il principio per il quale tali segnalazioni, che non costituiscono una nuova tipologia di comunicazione, né una nuova classificazione di sospetto, essendo inquadrabili come una sottoclassificazione della più generale categoria del riciclaggio, dovranno essere trasmesse solo ove ricorrano i presupposti di cui all’art. 41 del dlgs 231/2007.

Adeguata verifica. Per il Ministero dell’economia, anche rispetto alle attività volontariamente dichiarate al fisco che beneficiano della speciale procedura disegnata dalla legge sul rientro dei capitali, resta comunque immutato l’obbligo di attivare e rafforzare le procedure di adeguata verifica della clientela.

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