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Cocopro, trasformazioni coperte

Trasformati in legge i primi due decreti attuativi del Jobs act che istituiscono il contratto a tutele crescenti e l’ammortizzatore Naspi, per il governo Renzi resta da sciogliere il nodo dello schema di decreto sul riordino dei contratti, bloccato da venti giorni dai rilievi della Ragioneria generale dello Stato che ha sollevato dubbi sulla copertura.
Il testo del decreto legislativo, varato dal consiglio dei ministri del 20 febbraio scorso, ancora non è arrivato alle commissioni parlamentari per i pareri non vincolanti per il governo (così come lo schema di decreto sulla conciliazione vita-lavoro): il nodo per la Rgs è relativo alla trasformazione delle collaborazioni a progetto (cancellate dal 1° gennaio 2016) in contratti a tutele crescenti. Secondo Via XX Settembre questa trasformazione potrebbe creare problemi di mancato gettito per l’Erario, a causa dell’abbattimento triennale dei contributi per le assunzioni con la nuova tipologia di contratto a tempo indeterminato, introdotto dalla legge di stabilità (per le collaborazioni l’aliquota contributiva è del 27,72%).
I tecnici di Palazzo Chigi e del ministero del Lavoro stanno ultimando le risposte alle obiezioni sollevate dalla Ragioneria generale dello Stato, che verranno illustrate martedì in una riunione tecnica, convocata per cercare di sbloccare la vicenda. Per i tecnici, la Ragioneria sottovaluta il fatto che i circa 500mila collaboratori a progetto nel corso del 2015 non saranno tutti automaticamente trasformati in contratti a tutele crescenti.
Una parte consistente dei cocopro (si stima circa 200mila) probabilmente sarà stabilizzata con il nuovo contratto a tempo indeterminato, altri, se rientreranno nei requisiti del lavoro autonomo, diventeranno collaborazioni coordinate e continuative o resteranno per un anno collaboratori a progetto (se previsto da un accordo confederale, per professioni intellettuali che richiedono l’iscrizione ad un albo professionale, se componenti di organi di amministrazione e controllo delle società, in caso di prestazioni per associazioni sportive dilettantistiche), saranno trasformati in contratti a tempo determinato o potrebbero rientrare tra le prestazioni occasionali pagate con i voucher. Si tratta di cinque sbocchi diversi.
«Non è vero che dal 1° gennaio 2016 tutte le collaborazioni spariscono – spiega Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro alla Bocconi di Milano e consigliere giuridico del premier Renzi -, ad essere cancellate sono le collaborazioni a progetto. Una parte consistente dei cocopro sarà assunta con il contratto a tutele crescenti, ma quanti svolgono realmente lavoro autonomo proseguiranno le prestazioni come cococo».
I tecnici ricordano che la Ragioneria, con l’atto della “bollinatura” della legge di stabilità 2015, ha avallato l’esistenza della copertura garantita dagli 1,8 miliardi di euro destinati al finanziamento nel 2015 della decontribuzione per circa 400-450mila assunti con il contratto a tutele crescenti. Una quota consistente delle assunzioni riguarderà i collaboratori, ma vi saranno anche stabilizzazioni di lavoratori con contratto a tempo determinato o di apprendisti, e l’ingresso di disoccupati. «Anche nell’ipotesi che vengano anticipate al 2015 la gran parte di assunzioni di collaboratori con il contratto a tutele crescenti – conclude Marco Leonardi, economista alla statale di Milano – i conti tornano, come ha certificato la Ragioneria nella relazione tecnica alla legge di stabilità».

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