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Cocktail di incentivi alle aziende

Le agevolazioni per le imprese previste dalla legge di Bilancio prevedono incentivi di interesse per tutte le imprese come la proroga dell’iper-ammortamento al 2019, l’introduzione di un nuovo credito d’imposta per la formazione del personale sulle tematiche di Industria 4.0 per il 2018, la proroga del super-ammortamento in versione ridotta.

Inoltre vengono introdotti un credito d’imposta per le pmi che intendono quotarsi sui mercati regolamentati e un credito d’imposta sulle erogazioni liberali delle imprese a favore di investimenti su impianti sportivi pubblici. Le piccole e medie imprese del Mezzogiorno potranno contare anche sul nuovo Fondo imprese Sud che investirà nel loro capitale. Sono queste alcune delle novità in tema di aiuti alle imprese, previste dal disegno di legge di Bilancio per il 2018, introdotte dietro proposta del ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Il disegno di legge prevede anche nuove risorse per la legge Sabatini, che viene rifinanziata con 330 milioni di euro, e per rafforzare il credito d’imposta per investire al Sud.

Iper-ammortamento prorogato, consegna fino a tutto il 2019. L’iper-ammortamento viene confermato al 250% e ottiene la proroga al 31 dicembre 2018, rispetto all’attuale termine del 31 dicembre 2017. Non solo, se entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulterà accettato dal venditore ed è avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, la consegna del bene potrà avvenire fino al 31 dicembre 2019. Insieme all’iper-ammortamento, ottiene una proroga analoga anche l’ammortamento maggiorato per i beni immateriali connessi all’acquisto dei macchinari innovativi. La manovra per il 2018 introduce anche una disciplina specifica per il caso della sostituzione dei macchinari agevolati con l’iper-ammortamento. Grazie a questa integrazione della norma, le imprese potranno mantenere il beneficio dell’iper-ammortamento anche se sostituiranno il bene inizialmente agevolato. Sarà sufficiente che sostituiscano il bene originario con un bene materiale strumentale, nuovo, avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dalla norma su Industria 4.0. le imprese dovranno attestare l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e confermare il raggiungimento del requisito dell’interconnessione.

Super-ammortamento al 130%. Rimane poco tempo alle imprese per sfruttare il super-ammortamento al 140%. Infatti, dal primo gennaio 2018 il super-ammortamento passerà dal 140 al 130%. Viene ristretto ulteriormente il campo dei mezzi targati agevolabili. La proroga ad agevolazione ridotta opera fino al 31 dicembre 2018, con possibile coda al 30 giugno 2019 per la consegna dei beni ordinati entro il 31 dicembre 2018, contro pagamento di almeno il 20% del valore di acquisto del bene.

Nuovi fondi per la Sabatini. I finanziamenti Sabatini continueranno a operare anche nel 2018 grazie a un rifinanziamento che porta ulteriori fondi per 330 milioni di euro, da utilizzare per la concessione dei contributi sugli interessi. Unitamente all’integrazione dei fondi, viene stabilito che lo strumento cesserà di operare non più al 31 dicembre 2018 bensì all’esaurimento dei fondi a disposizione. Infine, la manovra aumenta la riserva di fondi a favore dei finanziamenti per l’acquisto di beni Industria 4.0 che passa al 30%.

La formazione 4.0 trova il credito d’imposta del 40%. La manovra per il 2018 introduce un nuovo credito d’imposta per tutte le imprese che intendono formare il personale sull’innovazione. Il nuovo tassello del piano Industria 4.0 agevola nella misura del 40% le spese relative al solo costo aziendale, del personale dipendente, per il periodo in cui viene occupato in attività di formazione. Rispetto alla prima bozza, oltre alla riduzione della percentuale di agevolazione, anche il tetto massimo annuale è passato dal milione di euro a 300 mila euro. Non solo, ma la versione attuale della manovra, introduce anche un tetto di risorse destinate alla misura pari a 250 milioni di euro e limita l’applicabilità dell’agevolazione al solo 2018, rispetto al triennio di vigenza previsto nelle prime versioni della manovra. Le attività formative dovranno essere pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Saranno ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali. Non saranno invece agevolabili le attività di formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alle normative vigenti. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato a partire dal 2019 e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese e in quelle relative ai periodi d’imposta successivo fino a quando impresa ne conclude l’utilizzo. Il credito non concorrerà alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive. Per ottenere l’incentivo l’azienda dovrà ottenere la certificazione da parte di un revisore contabile, da allegare al bilancio. Potrà con agevolare anche tali spese fino alla somma di 5 mila euro.

Credito d’imposta per aiutare le pmi a quotarsi. Le piccole e medie imprese potranno contare su una nuova agevolazione studiata per sostenere la quotazione su mercati regolamentati. L’incentivo è riservato alle pmi che, successivamente alla data di entrata in vigore della manovra, inizieranno una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno stato membro dell’Unione europea o dello spazio economico europeo. Nel caso di ottenimento dell’ammissione alla quotazione, potranno beneficiare di un credito d’imposta del 50% dei costi di consulenza sostenuti fino al 31 dicembre 2020, nel limite di un importo massimo del credito di 500 mila euro. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata ottenuta la quotazione , e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo. Per questa misura è previsto uno stanziamento complessivo di 80 milioni di euro, suddivisi in 20 milioni di euro per l’anno 2019 e 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021.

Arriva lo sport-bonus. Dopo l’art-bonus, dal 2018 arriverà anche lo sport-bonus. Tutte le imprese che effettueranno erogazioni liberali in denaro fino a 40 mila euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari, potranno beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% dell’importo dell’erogazione, purché contenuto nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui.

Le misure per le imprese del Sud. Il credito d’imposta per gli investimenti delle imprese del sud trova ulteriori fondi per 300 milioni di euro, ripartiti in 200 milioni di euro nel 2018 e 100 milioni di euro nel 2019. Rispetto alle prime versioni della manovra, sparisce il riferimento al rifinanziamento dello strumento in riferimento alle istanze del 2017. Oltre a questo rifinanziamento, la manovra introduce un nuovo strumento denominato «Fondo imprese sud» con lo scopo di investire nel capitale delle imprese, unitamente e contestualmente a investitori privati indipendenti. Il fondo avrà una dotazione iniziale di 150 milioni di euro e sarà rivolto alle piccole e medie imprese con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La gestione del fondo sarà affidata a Invitalia.

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