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Co.co.co. disoccupati, al via le domande per l’indennità

Via libera alle richieste della nuova indennità di disoccupazione per i co.co.co. che perdono il lavoro nell’anno 2015. Si chiama Dis-coll e per le cessazioni di rapporti di collaborazione intervenute fino al 27 aprile, le richieste si possono presentare, a pena di decadenza, entro il 4 luglio; per le cessazioni successive (dal 28 aprile al 31 dicembre 2015) si avrà tempo 68 giorni dal verificarsi. Fino all’11 maggio la domanda è accettata su carta o per Pec (posta elettronica certificata), ma non attraverso il Call Center, utilizzando l’apposito modulo a disposizione sul sito internet dell’Inps (codice SR154). Dal 12 maggio, invece, la domanda si potrà presentare solo in via telematica, personalmente o tramite Caf o intermediari autorizzati (professionisti, etc.) o via Call Center.

Un solo anno, il 2015. L’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi è operativa solo nel 2015, vale a dire per gli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio al 31 dicembre, in attesa del superamento delle «collaborazioni» in base ad altra delega del Jobs Act (art. 1, comma 7, della n. 183/2014) e che la relativa bozza di decreto attuativo fissa dal 1° gennaio 2016. Per evento di disoccupazione, ha precisato l’Inps (circolare n. 83/2015), s’intende l’evento di «cessazione dal lavoro che ha comportato lo stato di disoccupazione». La nuova indennità è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, con esclusione di amministratori e sindaci, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva (co.co.co., mini co.co.co., co.co.pro., lavoratori a progetto). Per quanto riguarda la condizione di «iscrizione in via esclusiva alla Gestione Separata dell’Inps», essa si riconosce dal fatto che per il collaboratore si versa l’aliquota piena di contribuzione, per il 2015 pari al 30,72%.

Requisiti e condizioni. Per aver diritto alla Dis-coll (operativa, si ripete, soltanto nell’anno 2015), occorre verificare tre requisiti e una condizione. I requisiti, congiunti (cioè da verificare tutti assieme), sono i seguenti:

a)stato di disoccupazione al momento della domanda;

b)possesso di almeno tre mesi di contribuzione nel periodo dal 1° gennaio 2014 e il giorno di cessazione della collaborazione (che, come detto, deve cadere necessariamente nell’anno 2015);

c)nel 2015: almeno 1 mese di contributi o, in alternativa, aver avuto una collaborazione di durata di almeno 1 mese con un compenso non inferiore a 648 euro (metà dell’importo che dà diritto all’accredito di 1 mese di contributi nell’anno 2015).

La condizione riguarda, e perciò perdura per tutta la durata della prestazione, l’erogazione della Dis-coll: lo stato di disoccupazione del collaboratore, nonché la regolare partecipazione alle eventuali iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi all’impiego competenti.

Stato di disoccupazione. Relativamente al primo requisito, l’Inps ha precisato che ai sensi dell’art. 2, comma 1 del dlgs n. 181/2000, lo status di disoccupato è comprovato dalla presentazione del lavoratore presso il servizio per l’impiego competente; oppure con invio, tramite Pec, della Did, la dichiarazione d’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. Tuttavia, poiché già ai fini dell’Aspi è stato previsto che la Did possa essere resa all’Inps insieme con la domanda di disoccupazione (ciò evidentemente per semplificare la vita al lavoratore, evitandogli il doversi recare in due uffici: prima presso il centro servizi all’impiego e poi all’Inps), l’Inps ha stabilito anche per i collaboratori la stessa possibilità, cioè di poter rilasciare la Did al momento della presentazione della domanda di Dis-coll all’Inps. E infatti sul modulo di domanda (SR154) è presente apposita sezione dedicata alla dichiarazione del collaboratore di essere disoccupato e immediatamente disponibile a lavorare.

L’accredito contributivo di tre mensilità. Riguardo al secondo requisito (tre mesi di contributi accreditati), l’Inps ha precisato che l’arco temporale di osservazione, entro cui ricercare i tre mesi di accredito, va dal 1° gennaio 2014 alla data di cessazione della collaborazione (che, come più volte ripetuto, deve cadere nel 2015 perché il 2015 è il solo anno di operatività della Dis-coll). Ad esempio, se il contratto di collaborazione è cessato in data 31 marzo 2015, il periodo di osservazione per la «ricerca» del requisito contributivo di tre mesi va dal 1° gennaio 2014 al 31 marzo 2015 (data di cessazione del rapporto di collaborazione). Attenzione.

L’Inps ha precisato che per la Dis-coll «non vige il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui all’art. 2116 del codice civile».

Questo principio, si ricorda, opera esclusivamente nei confronti dei lavoratori dipendenti garantendo loro il diritto a tutte le prestazioni, previdenziali (ad esempio, la pensione) e assistenziali (malattia, disoccupazione, maternità ecc.), anche quando il datore di lavoro non abbia versato i contributi all’Inps. Non applicandosi il principio alla Dis-coll, ne deriva che se il committente non ha versato i contributi all’Inps, il collaboratore non avrà diritto all’indennità Dis-coll. In secondo luogo vale la pena ricordare il criterio di accredito dei contributi previsto per la Gestione separata e le distorsioni che può produrre. Infatti, ai fini dell’accredito contributivo, è necessario che risulti pagato un tot preciso di contributi: se non si supera questo limite non si ha diritto all’accredito. Per l’anno 2015, come spiegato dall’Inps nella circolare n. 27/2015, l’importo minimo di contributi che il collaboratore iscritto alla Gestione separata deve pagare per avere 1 anno o 1 mese di «accredito contributivo» è pari rispettivamente a euro 4.776,35 ed euro 398,03 se si paga l’aliquota del 30,72%. Ciò significa che l’Inps, in presenza di un versamento di contributi per l’anno 2015 pari almeno a quel limite di 4.776 euro accrediterà un anno intero di contributi; e in presenza di versamento di contributi inferiore accrediterà tanti mesi quante volte l’importo minimo mensile (398,03 euro) entra nell’importo versato.

Requisito contributivo/reddituale. Quanto appena detto ha conseguenze anche relativamente al terzo requisito, in base al quale il collaboratore deve fare valere, nell’anno 2015, un mese di contributi versati o, in alternativa, un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a un mese, purché abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contributi.

Anche qui, dunque, entra in gioco il criterio di accredito contributivo della Gestione separata che, tradotto in termini di compensi, impone per arrivare al versamento minimo che permette di avere un anno di accredito contributivo di dover guadagnare, nel corso del 2015, almeno 15.548 euro, ossia 1.295,67 euro per un mese (pari a 15.548 diviso 12 mesi). In conclusione, per soddisfare il terzo requisito, cioè il «possesso di almeno 1 mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a 1 mese e che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di 1 mese di contribuzione», è necessario che nell’anno 2005 il collaboratore:

a)abbia avuto una collaborazione con un reddito non inferiore a 1.296 euro (che garantisce un mese di accredito contributivo); oppure

b)in alternativa abbia avuto una collaborazione di durata di almeno un mese guadagnando 648 euro almeno (metà dell’importo che dà diritto all’accredito di 1 mese di contributi).

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