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Cnh alla maxi acquisizione Usa Sul tavolo 2,1 miliardi per Raven

Agricoltura di precisione, sistemi di controllo in remoto, maggiore sostenibilità delle macchine. Guarda al futuro l’acquisizione dell’americana Raven Industries da parte di Cnh Industrial. Una pietra miliare nella storia del Gruppo, come l’ha definita il ceo Scott Wine, che rappresenta la più importante operazione dal 2013, anno di costituzione della società che fa capo al Gruppo Exor. Un’operazione che vale 2,1 miliardi di dollari – 58 dollari per azione, con un premio del 33,6% sul prezzo medio ponderato sugli scambi delle ultime quattro settimane – e mette insieme la gamma prodotto di Cnh, che con i brand New Holland e Case IH, ha una forte presenza negli Stati Uniti e in Sud America, accanto all’Europa (dove c’è anche il brand Steyr) come altra area di mercato di riferimento, e le soluzioni tecnologiche avanzate sviluppate da Raven per l’agricoltura 4.0. Un’operazione strategica dunque, che accelera lo sviluppo digitale di Cnh, da un lato, e dall’altro offre a Raven Industries – un “gioiellino” tecnologico da 348 milioni di dollari radicato in South Dakota – la possibilità di allargare il suo mercato grazie alla presenza globale di Cnh. «L’agricoltura di precisione e quella autonoma sono elementi fondamentali nella nostra strategia per sostenere i nostri clienti agricoli nel raggiungimento di una sempre maggiore produttività e per sbloccare l’autentico potenziale delle loro attività» ricorda il ceo di Cnh Industrial.

Dal punto di vista finanziario, Cnh ha chiarito in una nota che sosterrà l’acquisto con la liquidità attualmente disponibile, senza impatto sull’indebitamento verso terzi, con una chiusura dell’operazione attesa per l’ultimo trimestre dell’anno. Barclays e Goldman Sachs hanno assistito Cnh come advisor finanziari e Sullivan & Cromwell LLP come consulenti legali.

L’acquisizione ha visto un moltiplicatore importante, spinta da due trimestri buoni e da una collaborazione industriale rodata tra Cnh e Raven Industries. E che arriva comunque dopo un anno non semplice per colpa del blocco indotto dalla pandemia. Alle spalle Cnh si lascia il cambio del ceo e un accordo sfumato con i cinesi di Faw per l’acquisizione di Iveco, mentre in prospettiva il Gruppo ha un’altra partita importante, proprio quella dello spin off delle attività On-Highway annunciato con il piano industriale di settembre 2019, un passaggio che sarà guidato dal ceo designato della futura società, Gerrit Marx.

Come per il mondo dei veicoli commerciali, settore nel quale Cnh nel 2019 ha definito un accordo con Nikola proprio per accelerare lo sviluppo industriale del primo truck a trazione elettrica, così nel mondo dell’agricoltura, la decisione è stata quella di puntare su un’azienda con competenze e know-how per fare un passo avanti sul fronte dell’agricoltura di precisione e dei sistemi di controllo remoto e guida autonoma dei mezzi. «Raven è stata un pioniere nell’agricoltura di precisione per decenni – riconosce Scott Wine – e la sua profonda conoscenza del prodotto, esperienza nel software fondata sulle esigenze dei clienti e acume ingegneristico forniscono una notevole spinta alle nostre capacità».

La sede Raven di Sioux Falls nello stato del Sud Dakota, ha ribadito Cnh, continuerà a essere un centro d’eccellenza. Lo stesso ceo poi ha parlato delle collaborazioni tra i team di ingegneria. Raven Industries in particolare è organizzata in tre divisioni: oltre ad Applied Technology (agricoltura di precisione), Engineered Films (pellicole speciali ad elevate prestazioni) e Aerostar (aerospaziale), con un fatturato consolidato di 348,4 milioni di dollari. La previsione è che le sinergie generate dalla transazione ammonteranno a circa 400 milioni di dollari di ricavi ricorrenti nel 2025, con 150 milioni di dollari di Ebitda incrementale.

Il titolo, dopo aver segnato un pesante ribasso, ha chiuso in rialzo dello 0,84%.

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