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Cnf e limite dei mandati, a ottobre nuove elezioni

Termina definitivamente la vicenda dei consiglieri forensi e del limite dei due mandati consecutivi, aperta ormai da quasi tre anni con la sentenza 32781 della Corte di cassazione del 19 dicembre 2018. I nove consiglieri infatti, compreso l’ex presidente Andrea Mascherin, hanno ufficializzato le loro dimissioni, con il Ministero della giustizia che ieri ha comunicato la necessità di indire elezioni suppletive per la loro sostituzione. Nella nota ministeriale viene confermata la scelta delle dimissioni per Ermanno Baldassare, Giovanni Arena, Antonio Baffa, Maurizio Magnano di San Lio, Andrea Mascherin, Carlo Orlando, Andrea Pasqualin, Giuseppe Picchioni e Stefano Savi. Dal 1° al 15 ottobre si dovrà procedere quindi alle elezioni suppletive per individuare i candidati consiglieri.

Si chiude, quindi, una vicenda che negli ultimi anni ha lacerato il mondo dell’avvocatura in Italia. La vicenda riguarda il limite di mandati consecutivi per un consigliere dell’ordine o del Consiglio nazionale. La legge forense (legge 247/2012) individua un limite massimo di due mandati consecutivi, che devono essere alternati da almeno un mandato senza carica. Il concetto è anche ribadito nella successiva legge Falanga (legge 113/2017), ma la sua applicazione è stata interpretata diversamente dalla categoria: c’è chi, infatti, ha considerato che il calcolo dei mandati partisse dalla novità legislativa e che, quindi, non valesse per i periodi precedenti al 2012. A fine 2018 arrivò il ricorso nel coa di Agrigento che portò alla sentenza della Cassazione, che stabiliva come il calcolo dovesse avere valore retroattivo e quindi dovessero essere considerati anche i mandati precedenti al 2012. La Cassazione, in quel caso, faceva riferimento agli ordini locali, ma la medesima disposizione è prevista anche per il Cnf. Da quel dicembre partirono quindi una serie di ricorsi che hanno portato prima alla sospensione di Mascherin dalla presidenza del Cnf e alla sostituzione con l’attuale presidente Maria Masi e poi alle definitive dimissioni dei 9 consiglieri con la convocazione delle nuove elezioni.

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