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Clearing, stallo in Bce sul «trasloco»

La City di Londra fa i conti con la perdita post-Brexit delle attività di clearing sull’euro, che secondo alcune stime potrebbero toccare diverse decine di miliardi di euro, mentre le banche centrali dell’eurozona si dividono su chi debba vigilare su queste attività una volta che vengano “rimpatriate” nell’area della moneta unica.
La questione sarebbe stata discussa all’ultima riunione del consiglio della Banca centrale europea. La stessa Bce vorrebbe avocare a sé la vigilanza su queste società, la più importante della quali è la londinese Lch.Clearnet, controllata dal London Stock Exchange, e dalle quali passa il 90% circa del clearing dei derivati in euro. Attualmente, la Bce siede nel collegio dei supervisori guidato dalla Banca d’Inghilterra. In una bozza per la Commissione europea, che entro giugno deve formulare una proposta su come regolare la materia, la Bce avrebbe sostenuto che la vigilanza potrebbe essere attribuita all’Eurosistema, cioè lo stesso istituto di Francoforte e le 19 banche centrali dell’area euro.
Al momento però le società di clearing che già svolgono quest’attività nell’area euro, cioè la società francese di Lch.Clearnet a Parigi, la Eurex a Francoforte, controllata dalla Deutsche Boerse, e la Cassa di compensazione e garanzia a Roma (anch’essa parte del gruppo del London Stock Exchange), sono sotto la supervisione principale delle autorità locali, cioè le banche centrali nazionali o, nel caso della Germania, l’organo di controllo dei mercati, la Bafin. Germania, Francia e Italia sarebbero quindi a favore di mantenere tutte le attività di clearing sotto il controllo nazionale, anche dopo il trasferimento di quelle oggi svolte a Londra, il che beneficerebbe i rispettivi centri finanziari.
La questione dovrà tornare al consiglio della Bce a giugno, ma una eventuale proposta delle banche centrali, anche qualora si trovasse un accordo, rischia di arrivare dopo le scadenze indicate dalla Commissione, che potrebbe procedere autonomamente. Nel frattempo, Londra conta che le divisioni europee consentano alla City di mantenere almeno parte del clearing.

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