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Clausola Iva, 12,8 mld in meno

Sulle clausole di salvaguardia il governo si dà tempo un altro anno. Ma i mancati effetti finanziari sul 2016 sono stimati in 12,8 miliardi di euro. La scelta di posticipare l’eventuale aumento delle aliquote e delle accise al prossimo anno (come era invece stato previsto dalla Finanziaria 2014 e dalla Legge di Stabilità 2015) costringerà il Tesoro a provvedere con altri fondi (tagli della spesa, nuove entrate, ma anche nuove concessioni da parte dell’Unione europea a favore dei paesi che attuano un processo di riforme) a colmare quei 16 miliardi di euro che sarebbero derivati dall’applicazione delle stesse clausole di salvaguardia.

La relazione tecnica alla legge di Stabilità 2016 sviscera quanto contenuto all’articolo 3, con il quale si elimina l’aumento di aliquote ed accise, rimandando la decisione al prossimo anno. «L’articolo 3», si legge nel testo, «disattiva la clausola di salvaguardia introdotta dalla legge si Stabilità 2014 e rinvia al 2017 gli aumenti predisposti dall’ulteriore clausola introdotta dalla legge di stabilità 2015».

A decretare il sì o il no di quella che sarà la scelta di Palazzo Chigi il prossimo anno sarà l’effettivo gettito che emergerà a chiusura delle pratiche di voluntary disclosure (atteso, stando al documento programmatico di bilancio 2016, a 3,3 miliardi di euro), nonché gli effetti legati alla spending review.

Nello specifico, la clausola di aumento dell’imposta sul valore aggiunto prevede un innalzamento dal 10 al 13% e dal 22 al 24% a partire dall’anno 2017, con un nuovo gettito complessivo per il triennio che sarà pari a 15,1 miliardi l’anno. A quest’ultima cifra, a partire dal 2018, si aggiungerà l’ulteriore scatto d’aliquota dal 24 al 25%, nonché l’incremento delle accise sulla benzina. Tale misura, secondo le stime, genererà entrate aggiuntive pari a 350 milioni annui (cifra ben inferiore rispetto ai 728 milioni previsti originariamente dalla finanziaria 2014) e avrà effetti finanziari complessivi sul biennio 2018/2019 prossimi a circa 19,6 miliardi l’anno. Se non fossero stati raggiunti gli obiettivi di bilancio e se quindi non fossero state sterilizzate le clausole previste dalla Legge di Stabilità 2015, il totale degli effetti finanziari sul 2016 sarebbero stati pari a 12,8 miliardi di euro.

La decisione è quindi rimandata all’anno 2016, messa nelle mani di voluntary disclosure, spending review e Unione europea.

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