Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

City al contrattacco, per la super Borsa

MILANO Il numero uno del London Stock Exchange group Xavier Rolet, la grande borsa di Londra del cui gruppo fa parte anche Piazza Affari, l’aveva detto appena pochi mesi fa: si va verso un mondo con pochi operatori in Usa, Cina e Europa. Ora si capisce che aveva in mente l’idea di creare la più grande piattaforma europea fondendo il Lse con la tedesca Deutsche Börse.
I due gruppi ieri hanno confermato di avere in corso trattative per una fusione alla pari, anche se per il momento «non v’è certezza» che si possa arrivare a un accordo, esattamente come non c’era stata nelle altre due volte che l’operazione fu tentata, nel 2000 e nel 2005. Ma già solo la conferma è bastata a far volare i titoli: Lse +13,7, Deutsche Börse +3,4%. L’operazione ha anche un risvolto politico, visto che arriva durante il dibattito in Gran Bretagna sull’uscita dall’Unione Europea. E Rolet è tra i 36 top manager britannici che hanno firmato un appello per il «no» alla Brexit.
Dalla fusione nascerebbe un colosso da oltre 28 miliardi di dollari di capitalizzazione, che si porrebbe ai primi posti della classifica delle Borse mondiali, accanto ai giganti americani Cme Group (le borse merci di Chicago e New York) e International Exhange (il gruppo del Nyse e di Euronext, che comprende le borse di Parigi, Amsterdam, Lisbona e Bruxelles), e supererebbe Hong Kong.
La concentrazione dei listini, la specializzazione dell’industria finanziaria — azioni, bond, derivati, materie prime, indici, camere di compensazione — richiedono sempre maggiore massa critica e ricerca di sinergie, così come la concorrenza tra le Borse spinge alle aggregazioni per attirare aziende e investitori. Ma non è detto che questa trattativa vada in porto: c’è da superare lo scoglio delle autorità antitrust che già nel passato fermarono progetti di aggregazione tra Borse. Per questo ieri le due istituzioni mettevano le mani avanti. Anche perché sia Lse sia Deutsche Borse negli anni scorsi hanno già effettuato acquisizioni importanti. Oltre alla fusione del 2007 tra Lse e Borsa Italiana — che oggi vede il ceo di Piazza Affari Raffaele Jerusalmi sedere nel board della holding — il Lse ha rilevato l’anno scorso il gestore di indici Frank Russell Co. per 2,7 miliardi di dollari. A sua volta, Francoforte possiede fra le altre cose la piattaforma di derivati Eurext e nel 2012 aveva tentato di fondersi proprio con Nyse Euronext ma era stato fermato l’anno scorso dall’Antitrust Ue per l’eccessiva concentrazione sui derivati.
Se andrà in porto, la holding sarà al 54,4% dei soci di Francoforte (che vale circa 16 miliardi di dollari) e al 45,6% di quelli di Londra (che ne vale circa 12). Per le regole inglesi, la decisione va presa entro il 22 marzo. Tra i soci rilevanti potrebbe rimanere il fondo sovrano del Qatar, Qia, oggi al 10,3% del Lse.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

ROMA — Un’esigenza comune percorre l’Europa investita dalla seconda ondata del Covid-19. Mai c...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

ROMA — L’Italia è pronta ad alzare le difese, e si allinea con l’Unione europea, nei confront...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

MILANO — Nel giorno in cui il consiglio di Atlantia ha deliberato il percorso per uscire da Aspi, ...

Oggi sulla stampa